22 Gennaio 2008

Turismo, chiuso il portale italia.it

Turismo, chiuso il portale italia.it
Un flop da sette milioni di euro

Chiuso, fine, off. Italia.it, il megaportale del turismo italiano annunciato nel 2006 dal governo Berlusconi e dall`allora ministro per l`Innovazione Lucio Stanca, raccolto dai successori Luigi Nicolais e dal vicepremier Francesco Rutelli, ha chiuso baracca. Avrebbe dovuto dare un`immagine nuova e moderna del Paese, metterlo online, farlo leggero e accessibile. E invece gli stenti e i perenni lavori in corso, le polemiche e i molti soldi spesi, 7 solo per tenerlo “acceso“ dei 45 milioni di euro stanziati, hanno dimostrato la vecchia pesantezza del sistema italiano. Il vicepremier ne aveva parlato, speranzoso, come di una vetrina innovativa. I difetti e la macchinosità accumulata, la paradossale lentezza per un mezzo che per natura dovrebbe essere snello e aperto, ne hanno decretato la chiusura. Sanremo in pianura, i marchigiani senza mare, i napoletani sotto la neve: gli strafalcioni sono solo il pittoresco della vicenda. Italia.it in due anni è stato solo un sogno in pectore, un fantasma. Nel suo lancio sperimentale a marzo scorso appare da subito agli utenti del web un sito di fattura modesta. Troppo modesta per lo sproposito dei soldi spesi e disponibili. A ottobre Rutelli annuncia l`imminente debacle, definisce il progetto “irrecuperabile“ e lo segnala alla Corte dei conti. Ieri la presa d`atto ufficiale: il capo dipartimento Innovazione Ciro Esposito ha decretato lo stop definitivo. Dopo un ultimo periodo di ripensamento, e scaduto il 31 dicembre il contratto con un raggruppamento di imprese guidato da Ibm, dal primo gennaio sono state avviate le procedure di fallimento. Era già tutto ampiamente annunciato, e prevedibile anche lo scambio di accuse con il centrodestra che chiede spiegazioni al governo della sua “incapacità“ e il Codacons che annuncia un proprio esposto alla Corte dei Conti. La replica di Rutelli: “Per le responsabilità della soluzione tecnologica e l`incongruità dei finanziamenti, rivolgersi al governo della passata legislatura“. Il vicepremier pensa all`Enit, dove ci sono insieme Stato e Regioni, come all`ente candidato a raccogliere l`eredità di Italia.it. Il presidente dell`Agenzia nazionale del turismo, Umberto Paolucci, si dice disponibile, “a patto che ci sia una piattaforma di sviluppo, i fondi necessari e un`idea di portale non solo istituzionale ma aperto e dialogante con gli utenti“. Uno sguardo avanti piuttosto che a scovare e ridistribuire le colpe quello di Paolucci. Speriamo non troppo d`avanguardia per un Paese che anche quando ha idee lungimiranti, e le nutre generosamente, si inceppa in antichi provincialismi.

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