Turismo, chiuso il portale italia.it
-
fonte:
- la Repubblica
Un flop da sette milioni di euro
Chiuso, fine, off. Italia.it, il megaportale del turismo italiano annunciato nel 2006 dal governo Berlusconi e dall`allora ministro per l`Innovazione Lucio Stanca, raccolto dai successori Luigi Nicolais e dal vicepremier Francesco Rutelli, ha chiuso baracca. Avrebbe dovuto dare un`immagine nuova e moderna del Paese, metterlo online, farlo leggero e accessibile. E invece gli stenti e i perenni lavori in corso, le polemiche e i molti soldi spesi, 7 solo per tenerlo “acceso“ dei 45 milioni di euro stanziati, hanno dimostrato la vecchia pesantezza del sistema italiano. Il vicepremier ne aveva parlato, speranzoso, come di una vetrina innovativa. I difetti e la macchinosità accumulata, la paradossale lentezza per un mezzo che per natura dovrebbe essere snello e aperto, ne hanno decretato la chiusura. Sanremo in pianura, i marchigiani senza mare, i napoletani sotto la neve: gli strafalcioni sono solo il pittoresco della vicenda. Italia.it in due anni è stato solo un sogno in pectore, un fantasma. Nel suo lancio sperimentale a marzo scorso appare da subito agli utenti del web un sito di fattura modesta. Troppo modesta per lo sproposito dei soldi spesi e disponibili. A ottobre Rutelli annuncia l`imminente debacle, definisce il progetto “irrecuperabile“ e lo segnala alla Corte dei conti. Ieri la presa d`atto ufficiale: il capo dipartimento Innovazione Ciro Esposito ha decretato lo stop definitivo. Dopo un ultimo periodo di ripensamento, e scaduto il 31 dicembre il contratto con un raggruppamento di imprese guidato da Ibm, dal primo gennaio sono state avviate le procedure di fallimento. Era già tutto ampiamente annunciato, e prevedibile anche lo scambio di accuse con il centrodestra che chiede spiegazioni al governo della sua “incapacità“ e il Codacons che annuncia un proprio esposto alla Corte dei Conti. La replica di Rutelli: “Per le responsabilità della soluzione tecnologica e l`incongruità dei finanziamenti, rivolgersi al governo della passata legislatura“. Il vicepremier pensa all`Enit, dove ci sono insieme Stato e Regioni, come all`ente candidato a raccogliere l`eredità di Italia.it. Il presidente dell`Agenzia nazionale del turismo, Umberto Paolucci, si dice disponibile, “a patto che ci sia una piattaforma di sviluppo, i fondi necessari e un`idea di portale non solo istituzionale ma aperto e dialogante con gli utenti“. Uno sguardo avanti piuttosto che a scovare e ridistribuire le colpe quello di Paolucci. Speriamo non troppo d`avanguardia per un Paese che anche quando ha idee lungimiranti, e le nutre generosamente, si inceppa in antichi provincialismi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Berlusconi, ciro esposito, Corte dei Conti, internet, italiait, lucio stanca, Paolucci, rutelli, turismo
