Tour tra i negozi e bilancio sugli acquisti tinti di “rosso“
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fonte:
- La Sicilia.it
Neanche la tredicesima “salverà“ il Natale dei catanesi. Visitando i luoghi canonici del commercio cittadino ci si può rendere conto facilmente, infatti, che quello di quest`anno è un Natale “decisamente sotto tono“. Tra scadenze fiscali, mutui, assicurazione auto e tasse sulla casa, rimangono pochi soldi per i consumi natalizi. “Tutto come previsto – spiega Francesco Tanasi del Codacons – esistono ormai vaste fasce di popolazione che hanno difficoltà ad acquistare i beni di prima necessità, figuriamoci se possono concedersi il lusso dei regali natalizi“. La diminuzione della propensione al consumo sembra essere il dato significativo delle festività. “Su Catania registriamo una spesa media pari a 300 euro fra regali e cenone“ nota Claudio Melchiorre, presidente Adoc. Dal quadro prospettato emerge un fatto inquietante: “Sta aumentando in maniera decisa la tendenza delle famiglie all`indebitamento – continua Melchiorre – questo significa, solo nella realtà catanese, circa 5000-6000 famiglie in più che si avvicinano alla soglia di povertà“. Preoccupate per le sorti del commercio cittadino sono, poi, le associazioni di categoria, che stanno registrando un calo netto delle vendite un po` in tutti i reparti. “Dopo un primo trend incoraggiante stiamo annotando un trimestre di forte recessione – spiega Francesco Sorbello della Confcommercio – la stretta creditizia, l`aumento dei tassi d`interesse insieme a quello delle tariffe stanno facendo sentire i loro disagi nel consumo“. Dalle stime dell`associazione è il centro storico il luogo che sta risentendo maggiormente del calo delle vendite: oltre il 20% rispetto lo scorso anno. Molti sembrano essere i fattori di questa crisi, come spiega Alberto Sozzi della Confesercenti: “Dalla crescita dell`inflazione, alla presenza della grande distribuzione che, con campagne come il sottocosto e il pagamento posticipato, ostacolano gli altri comparti“. Un dato positivo però c`è. “Registriamo – continua Sozzi – una sostanziale tenuta dei consumi tradizionali legati alle festività e una tendenza del consumatore a ricostruire un rapporto di fiducia con il proprio commerciante“. Ma come affrontano questo periodo i commercianti? Si va da una moderata soddisfazione, nei reparti tipicamente natalizi, a scene di cocente delusione e rassegnazione, specialmente nel settore dell`abbigliamento. Per Pina Bruno, proprietaria di un negozio di articoli elettronici, questo Natale è caratterizzato “non tanto dal calo delle vendite, che non c`è stato, ma dalla massiccia propensione del cliente ad acquistare con pagamenti dilazionati e finanziarie“. Segno, fa capire la signora, che denaro liquido ce n`é poco. Diverso umore si registra fra i commercianti di abbigliamento. “La flessione delle vendita è acuta – spiega Massimo Ventura, proprietario di un negozio nei pressi di via Umberto – da una parte i prezzi, dall`altra i centri commerciali, stanno distruggendo non solo il piccolo ma anche la qualità“. In via Umberto le cose non sembrano andare meglio. “Un calo del 40% delle vendite – sbotta Ivo Nicotra – dal 2000 ad oggi non c`è stata altro che recessione. Speriamo di non essere arrivati al crollo“. Anche le gioiellerie non cantano vittoria se, come spiega Giovanni Trombetta, bottegaio in via Etnea, “non sembra Natale, né per gli acquisti né per l`atmosfera“. E per la telefonia mobile, vero amore dell`acquirente nostrano? Anche qui un tradimento inatteso se, come racconta Rosaria Wagner, dipendente di un centro di telefonia, “si vendono più le promozioni e i piccoli accessori che i telefoni veri e propri“.
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