Telefonini, salasso abbonamenti
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Le disavventure di chi è passato dalle ricariche all`addebito sul conto
Questa volta raccontiamo un caso senza fare nomi e cognomi. Perchè è un caso emblematico, esempio di una situazione che in tanti, loro malgrado, conoscono. Parliamo di telefonia mobile e degli inganni perpetrati dai gestori telefonici: trappole in cui è semplice cadere ma dalle quali è difficilissimo uscire. Con un consiglio, a proposito di telefoni cellulari: se potete, continuate ad usare la prepagata… Questa disavventura è cominciata un giorno preciso, per un giovane modenese. Facendo un po` di conti, del tutto approssimativi, lo stesso giorno, la stessa disavventura, potrebbe essere cominciata per almeno altre trenta persone in città. C`è di mezzo un rappresentante… e i rappresentati potrebbero essere stati cinque… Per ipotesi, ognuno di loro avrà visitato almeno dieci negozi e la metà degli utenti avrnno accettato la proposta… ecco trenta persone che dopo qualche mese si saranno viste prelevare dalle tasche cifre incredibili per telefonate mai fatte. “Quel pomeriggio stavo lavorando nel mio negozio e si è presentato un promoter dello stesso gestore telefonico di cui mi servivo – racconta G.C. – con molta competenza mi ha proposto di trasformare il mio contratto telefonico con carta prepagata in uno con l`addebito sul conto, uno di quelli con l`abbonamento, per intenderci. Mi offriva tre telefonini gratis, tariffe business convenientissime, niente scatti alla risposta, spesa fissa verso tutti… insomma tutto quello che chiunque usi il telefono cellulare vorrebbe sentirsi proporre. Da molto tempo ero cliente di quel gestore telefonico e così mi sono fidato: il risparmio sembrava esserci, i telefoni erano in omaggio ed ho accettato l`offerta“. “Per essere più chiaro voglio precisare che fino a quel momento le mie spese di telefonia erano state piuttosto limitate. Un po` per l`attenzione che bisogna sempre porre al portafoglio, un po` perchè non ho particolari necessità di telefonare e nemmeno la mia attività lo richiede. La mia spesa mensile, perciò, si aggirava in media intorno ai 50 euro. Diciamo due ricariche da venticinque a mese… o al massimo tre. La persona che chiamavo di più era, poi, allora, la mia ragazza e, dato che con il nuovo contratto avevo indicato il suo come “numero preferito“ in teoria avrei dovuto risparmiare ancora qualcosa“. “Invece è successo il contrario. La prima bolletta che mi è arrivata era di quasi 200 euro. Ho pensato di aver esagerato con l`entusiasmo dei nuovi telefoni e mi sono ripromesso di fare più attenzione. La seconda, però, era ancora più alta e la terza superava i trecento…“. A quel punto G.C., certo di non aver telefonato per cifre così elevate, comincia a contattare (con tutte le difficoltà del caso) il gestore per chiedere il dettaglio della fatturazione, che allegato alla bolletta non c`era. Il gestore promette di inviarlo e glissa sulle domande più specifiche: il modo di sapere, precisamente, da dove vengono queste spese, pare proprio non esserci. “Il dettaglio mi era necessario perchè anche solo dalle voci che potevo leggere si capiva bene che qualcosa non tornava. Ad esempio, mi venivano addebitati più di cento euro a bolletta per messaggi multimediali che io non inviavo, nè avevo mai ricevuto. Quando, all`inizio dell`estate, mi è arrivata quella da 900 euro ho capito che non c`era più niente da fare. Ho smesso di pagarle, preannunciandolo al gestore, ed ho cambiato numero e scheda telefonica. Credete che le bollette abbiano smesso di arrivarmi? No! Secondo quel gestore io continuo a telefonare per 600 euro a mese. Ed in più minacciano il pignoramento dei miei beni dicendo che gli sono debitore di più di tremila euro…“. “Il Codacons, in questo caso, farà quello che fa in tutti i casi simili che sono numerosissimi – spiega Fabio Galli del Codacons – attraverso una procedura prestabilita ci rivolgeremo al Co.Re.Com. che è un ente istituzionale apposito che agisce a livello regionale. Al Co.Re.Com. sottoporremo il caso e dopo qualche tempo utente e gestore saranno chimati davanti ad un funzionario per illustrare ognuno le proprie ragioni“. “Se il cliente ha ragione posso garantire che le cose vanno, quasi sempre, per il meglio e, di solito, il cliente ha ragione… Invito perciò tutti i cittadini che trovino ricarichi o incongruenze di qualsiasi genere sulle proprie bollette telefoniche a rivolgersi a noi, o a qualsiasi altra associazione di consumatori, per affrontare il percorso più giusto: quello di farsi risarcire. Quello che viene avviato non è un`azione legale, ma un procedimento gratuito, che non aggrava di spese l`utente e che, di solito, gli fa ottenere giustizia“.
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