21 Maggio 2007

2007, Wind conta i danni

I colletti bianchi di Wind, nel calcolare, ricalcolare e validare i risultati finanziari e commerciali del primo trimestre 2007 da presentare all`attenta comunità finanziaria, sul pallottoliere si sono ritrovati un risultato decisamente pesante: sul margine operativo lordo è stato stimato un impatto negativo di circa 300 milioni, a causa, secondo l`azienda, della abolizione dei costi di ricarica. Il pacchetto Bersani non è però l`unico bastone tra le ruote della salute finanziaria dell`Arancia: “Gennaio e febbraio sono andati benissimo“ ha dichiarato l`amministratore Paolo Dal Pino, in occasione di un incontro con gli investitori svoltosi a Milano e organizzato da Deutsche Bank. “Il primo impatto – ha proseguito il manager – lo abbiamo registrato a marzo e stimiamo per l`intero anno un effetto negativo sull`Ebitda di circa 300 milioni dal decreto Bersani puro, più altri 90-100 milioni dal taglio delle tariffe di terminazione fisso-mobile e dal roaming internazionale“. “C`è una distorsione competitiva del mercato – ha dichiarato Dal Pino riguardo alla riduzione delle tariffe di terminazione – Il vero tema è come far sì che il settore mantenga una competitività forte. Noi, nei nostri rapporti con l`Authority, l`abbiamo segnalato“. Dal Pino si riferisce a quanto segnalato da Wind e TRE all`Agcom: i due operatori si sono rivolti all`Authority TLC per chiedere un rinvio sul provvedimento di riduzione relativo alle loro tariffe di terminazione fisso-mobile (previsto per luglio), motivando tale richiesta con una situazione di mercato a loro dire sbilanciata a favore di TIM e Vodafone. L`amministratore delegato ha comunque ostentato serenità in merito ai procedimenti aperti dall`Agcom in seguito alle azioni intraprese da Wind per la rimodulazione di alcuni piani tariffari. Wind, secondo Dal Pino, non è punibile: “Noi siamo tranquilli, abbiamo avvisato i clienti in base a quanto richiesto dalla legge e abbiamo fatto tutto quello che dovevamo“. Intanto le azioni intraprese dall`operatore continuano a suscitare le reazioni delle associazioni di consumatori. Codacons chiede “alle due Autorità, Agcom e Antitrust, di dichiarare formalmente nulle le modifiche delle tariffe comunicate ai clienti via SMS, obbligando il gestore Wind a restituire agli utenti le maggiori somme da questi pagate a seguito delle variazioni contrattuali bocciate dall`Authority“. Un`iniziativa che, se accolta, potrebbe far lievitare la stima dei “danni“ già calcolati dall`azienda. La battaglia è aperta.

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