4 Marzo 2015

Ztl, stop del Tar. La giunta tira dritto

Ztl, stop del Tar. La giunta tira dritto

LO SCONTRO Il Tar del Lazio boccia gli aumenti delle tariffe dei permessi per la Ztl (con rincari fino al 230 per cento). Ma il Campidoglio non cede e va allo scontro, annunciando un ricorso al Consiglio di Stato e, soprattutto, una nuova delibera che in pratica confermerà gli aumenti, introducendo alcuni elementi richiesti dai giudici amministrativi. Lo stop alla nuova disciplina delle zone a traffico limitato ha creato forti turbolenze a Palazzo Senatorio, portando l’ assessore alla mobilità Guido Improta a paventare le dimissioni, prima di ottenere la rinnovata fiducia di Ignazio Marino. Ma il colpo è di quelli pesanti. Anche perché i giudici amministrativi, nell’ accogliere il ricorso presentato dal Codacons e da diversi cittadini, sono entrati profondamente nel merito della questione. L’ ORDINANZA Secondo il Tar la delibera, propedeutica al bilancio 2014, «non è stata supportata da adeguata istruttoria» che sarebbe servita a spiegare gli aumenti. I magistrati individuano alcune criticità, «che consistono essenzialmente nella gravosità ed onerosità economica delle tariffe di rilascio dei permessi Ztl» e contestano al Comune che «non sono stati previsti aumenti o potenziamenti delle linee del trasporto pubblico» e la delibera, quindi, «non è stata preceduta da un efficace miglioramento del trasporto pubblico». Inoltre, si legge ancora nel dispositivo, «si è provveduto all’ aumento delle tariffe a distanza di meno di un anno dal precedente aumento del 2013» e «non sono poste in rilevanza soluzioni alternative ai problemi di contenimento del traffico privato urbano». LA CONTROMOSSA Le fibrillazioni sono state immediate. In Campidoglio molti hanno criticato la decisione del Tar, «perché entra in valutazioni politiche». Ma a sentirsi particolarmente colpito è stato Improta, che vede implicitamente bocciata dai giudici amministrativi la sua impostazione della mobilità romana del prossimo futuro. Che, per inciso, è la stessa che ispira il nuovo piano generale del traffico urbano (Pgtu), atteso a inizio primavera al vaglio dell’ assemblea capitolina. L’ assessore nel pomeriggio si è riunito con il sindaco e con il capo dell’ Avvocatura capitolina, Rodolfo Murra. Alla fine è Marino ad annunciare la decisione di adottare la linea dura: «La sentenza muove da un principio importante che è quello per il quale è facoltà dell’ amministrazione stabilire adeguate tariffe per l’ accesso alla Ztl – spiega l’ inquilino del Campidoglio – Non intendo pertanto rinunciare a tale prerogativa che lo stesso collegio del Tar mi riconosce». Il chirurgo dem annuncia quindi «una nuova delibera sullo stesso argomento nella prossima giunta». IL DIBATTITO Le opposizioni non si fanno scappare l’ occasione di attaccare l’ operato dell’ amministrazione: secondo Alfio Marchini la bocciatura del Tar «è ormai un classico per questa sciagurata sindacatura, dagli asili nido alle strisce blu, e tra poco sarà il turno della vendita del patrimonio, la cui delibera nel frattempo è stata stroncata dagli stessi revisori dei conti del Comune». Secondo l’ imprenditore «siamo governati da dilettanti allo sbaraglio». Ma una crepa si apre nella stessa maggioranza: Anna Lisa Secchi (Pd), presidente della commissione mobilità del I Municipio, definisce «più che buona», la notizia dello stop agli aumenti. «Occorre salvaguardare i residenti e gli artigiani». E Nathalie Naim, consigliere della Lista Marino nel I Municipio, aggiunge: «I modi per limitare il traffico in centro sono altri». Infine il Codacons, che esulta per la sentenza, avverte: «A giugno il Tar si esprimerà sull’ aumento delle tariffe delle strisce blu». Fabio Rossi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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