3 Settembre 2014

“Ztl più cara del 330 %” Residenti e negozianti sul piede di guerra

“Ztl più cara del 330 %” Residenti e negozianti sul piede di guerra

GIOVANNA VITALE È IL giorno della verità per i rincari dei permessi di accesso alla Ztl. Dopo mesi di polemiche, oggi la II sezione del Tar Lazio deciderà se sospendere gli aumenti stabiliti a maggio dalla giunta Marino, oppure confermare le tariffe in qualche caso quadruplicate rispetto allo scorso anno, spegnendo le speranze di migliaia di persone che vivono e lavorano in centro storico. La richiesta del Codacons e dei cittadini che all’ associazione si sono rivolti per presentare il ricorso è chiara: cancellare la delibera proposta dall’ assessore alla Mobilità Guido Improta. «Si tratta di rincari ingiustificati per la loro entità ed illegittimi perché creano una evidente disparità tra chi abita o lavora nelle aree Ztl e chi invece vive e lavora fuori» ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. A parlare sono i numeri: le tariffe dei residenti sono passate da 78 euro a 1.016 euro per cinque anni per i veicoli fino ai 19 cavalli fiscali, da 94 a 1.216 euro per quelli fino ai 23 cavalli fiscali e da 109 a 1.416 euro oltre i 23 cavalli. Chi invece in centro non ci vive ma ci va in ufficio dovrà pagare 2.016 euro anziché 600 per una macchina di media cilindrata (+330%). E agli artigiani, che prima sborsavano 400-600 euro l’ anno, toccherà tirarne fuori 1.150-2500. Ad aggravare il quadro, il massiccio ritocco delle strisce blu, rincarate da 1 a 1,5 euro con la contestuale abolizione sia dei ticket giornalieri (che con 4 euro consentivano di parcheggiare dalla mattina fino alle 4 del pomeriggio) sia degli abbonamenti mensili a 70 euro. «A conti fatti, chi lavora in centro spenderà oltre 10 euro al giorno solo per lasciare in sosta la vettura, come se poi i servizi pubblici funzionassero davvero », conclude l’ avvocato dei consumatori, annunciando un secondo ricorso al Tar contro il caro- parchimetri. Da brividi il calcolo di Federconsumatori: «Il costo per chi non è in grado di abbandonare l’ utilizzo del mezzo privato passerà da 70 euro a 264 euro al mese con un aumento di circa il 400%». Un autentico salasso, al quale nessuno intende rassegnarsi. Certo non Roberto Tommasi, presidente dell’ associazione Campo Marzio: «Abbiamo subito un aumento monstre con motivazioni inaccettabili: la riduzione dell’ inquinamento atmosferico, ma non è penalizzando essenzialmente i residenti che si risolve il problema». Sono arrabbiati, gli abitanti del centro: «Se il Tar non ci darà ragione siamo pronti a scendere in piazza». Offesi anche: «Ci dovrebbero spiegare perché le nostre auto inquinano e quelle del Vaticano o delle forze dell’ ordine, che hanno ottenuto sconti incredibili e pagano cifre ridicole, invece no». Loro, una spiegazione ce l’ hanno: «Il vero motivo di questi aumenti è uno solo: fare cassa. Ma è inaccettabile che si decida di farla su chi, vivendo all’ interno della Ztl, non ha alternativa». Addirittura furiose le associazioni di Rete Imprese Italia (di cui fanno parte Cna, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casa artigiani), autrici di una lettera di fuoco al sindaco perché riveda le tariffe sulle micro-imprese, che alla lunga potrebbero non reggere il peso dei rincari. «Se ad esempio un installatore ha 200 clienti nella Ztl a cui effettua la manutenzione degli impianti (a un costo medio di 140-150 euro/ anno) avrà un ricavo di 28mila- 30mila euro l’ anno. Considerando che occorrono minimo due mezzi (uno almeno di scorta), il costo di accesso sarebbe di 2.900 euro, pari al 10% del fatturato che è normalmente il margine di profitto di un’ azienda del settore ». Tradotto: finirebbero per lavorare gratis. Una beffa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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