Ztl a Roma, il Tar boccia il caro-tariffe di Marino
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Il Tar del Lazio ha bocciato l’ inasprimento delle tariffe per i permessi d’ ingresso nella Ztl di Roma: manca un’ adeguata istruttoria. Viene così «minato alle fondamenta» un pilastro della politica del sindaco Ignazio Marino sul traffico, basata in larga parte su restrizioni nel centro storico. La valutazione è dell’ assessore alla Mobilità, Guido Improta, che ieri pomeriggio ha ipotizzato di dimettersi. Sono seguiti un coro di accuse delle opposizioni e la risposta di Marino, che ha allontanato l’ ipotesi e annunciato una nuova delibera per confermare le tariffe, «per non creare disparità tra chi ha già pagato e chi deve ancora rinnovare i permessi. Un modo anche per parare richieste collettive di rimborso, sollecitate dal Codacons (ha presentato il ricorso). Il Comune valuta anche di presentare appello al Consiglio di Stato. In gioco ci sono anche i conti: i rincari sono stati tanto alti da aver fatto mettere a bilancio 27 milioni annui per cinque anni. E al Tar pende un altro ricorso sull’ aumento del 50% della tariffa di sosta sulle strisce blu; la decisione è attesa per giugno. La sentenza depositata ieri (la n. 03666/2015) è lunga 135 pagine, utilizzate soprattutto per descrivere le delibere comunali e le integrazioni successive, compresi documenti presentati dal Comune quando il ricorso era già stato presentato. Secondo i giudici, le integrazioni contribuiscono a dimostrare che il Comune aveva preso decisioni senza adeguata indagine, tanto più che con la crisi gli effetti dei rincari avrebbero dovuto far prevedere un calo delle richieste di permesso che ha reso incongrue le scelte. L’ onerosità delle tariffe fa richiamare anche il principio della loro proporzionalità rispetto al reddito. Infine, respinti i paragoni con le tariffe più alte di altre città (come Milano), perché la situazione romana è diversa. © RIPRODUZIONE RISERVATA Maurizio Caprino.
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