8 Febbraio 2015

Zone a luci rosse non solo all’ Eur altri sono pronti

Zone a luci rosse non solo all’ Eur altri sono pronti

ROMA. Non accennano a placarsi le polemiche sull’ annuncio dell’ avvio della “zona a luci rosse” nel quartiere romano dell’ Eur. Un progetto che potrebbe vedere la luce già ad aprile, ma contro il quale si è espresso senza mezzi termini il quotidiano dei vescovi “Avvenire” che nell’ editoriale di ieri ha parlato di «una vergogna» davanti a «un’ ipocrita (e forse ideologica) operazione per il “decoro” urbano» e «non un impegno contro il degrado umano, a fianco delle vittime». Ma l’ iniziativa del IX Municipio potrebbe non essere l’ unica nel suo genere, tanto che già diversi minisindaci della Capitale si sono detti favorevoli al cosiddetto “zoning”. Primo fra tutti Andrea Catarci, presidente del quartiere confinante con l’ Eur – tra San Paolo e Garbatella – e da anni alle prese con il dilagante fenomeno della prostituzione in strada. «Quella del IX Municipio – spiega Catarci – è un’ operazione coraggiosa. Anch’ io lo farei». E a cercare di rasserenare il clima ci prova proprio l’ ideatore dell’ iniziativa, il presidente del municipio Andrea Santoro che assicura: «Nei prossimi giorni coinvolgeremo anche i parroci. Dobbiamo mettere da parte le convinzioni di coscienza, che ci stanno tutte, perché la dignità delle persone è un interesse comune nostro e della Chiesa». Insomma, tra un paio di mesi l’ Eur potrebbe essere il primo quartiere della Capitale ad avere una zona dove la prostituzione sarà tollerata e consentita. Ma non è escluso che con il tempo il progetto possa essere “esportato” anche negli altri Municipi, in particolare in quelli dove il fenomeno è particolarmente evidente. Prima però ci sarà da affrontare gli ostacoli di chi si batte contro la proposta, a partire dalle associazioni cattoliche per finire con i partiti d’ opposizione ed alcuni esponenti dello stesso Pd. «Noi da dicembre abbiamo avviato una raccolta di firme tra i residenti dell’ VIII e IX Municipio contro la proposta della zona a luci rosse – spiega l’ ex assessore alla Scuola ed oggi consigliere comunale per la lista civica dell’ ex sindaco Alemanno, Luigi De Palo -. Il decoro o l’ organizzazione non può valere la dignità di una donna. È come se dicessimo che siccome esiste la mafia creiamo un quartiere solo per i mafiosi. I problemi vanno affrontati, non nascosti». Di tutt’ altro avviso l’ associazione “Ripartiamo dall’ Eur” che sottolinea come «nessuno vuole far diventare il nostro quartiere a luci rosse, ma anzi liberarlo dalle prostitute». «Ci sarà bisogno però – spiega il presidente Paolo Lampariello – anche di collaborazione con i municipi, in modo che tutti possano adeguarsi alla nuova normativa. Quello del presidente Santoro è solo un inizio». Affida a Twitter la sua critica l’ ex primo cittadino Alemanno che, durante il suo mandato, provò a contrastare il fenomeno della prostituzione con numerose ordinanze che permettevano di sanzionare clienti e prostitute. «Con l’ introduzione del quartiere a luci rosse – scrive – l’ amministrazione capitolina si arrende alla prostituzione». Ma il minisindaco dell’ Eur respinge le accuse e rilancia: «La scelta delle strade sarà fatta insieme con le forze dell’ ordine, non spetta al Municipio farlo. In questi mesi gli operatori hanno incontrato le prostitute e, nella maggior parte dei casi, si sono dimostrate favorevoli ad una regolamentazione. Organizzeremo anche giornate di sensibilizzazione nelle scuole per spiegare il rispetto del corpo della donna e far comprendere il fenomeno della prostituzione». Plaude all’ esperimento il Codacons: «Finalmente un primo passo verso la regolamentazione di un settore, quello della prostituzione, che genera un mercato da 3,6 miliardi di euro all’ anno in Italia – afferma il Presidente Carlo Rienzi -. Da tempo si avvertiva a Roma la necessità di un cambiamento teso a garantire un maggior decoro sulle strade e maggiori controlli su chi esercita tale professione». Secondo il Codacons nel mercato della prostituzione sono coinvolti in modo attivo circa 90.000 operatori del sesso per un numero di clienti che raggiunge i 3 milioni di cittadini. In particolare, nel periodo 2007-2014 il fatturato della prostituzione – prosegue l’ associazione – è cresciuto del 25,8% (+740 milioni di euro); il numero di soggetti dediti alla prostituzione è aumentato del 28,5% (+20.000); i clienti sono cresciuti del 20% (+500.000 cittadini). Insomma, il dibattito promette di salire di tono.
domenico palesse

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