3 Luglio 2011

Zitti zitti i mutui continuano a salire

 La spinta in alto è arrivata ad
aprile, quando la Bce ha portato
all’1,25% il costo del denaro.Unrialzo
dello 0,25% che si è immediatamente
sentito sulle rate di chi ha un
mutuo per la casa a tasso variabile o
chi ha acquistato un auto a rate. Attenzione,
però: da quel momento la
corsa all’insù non si è mai arrestata.
Secondo gli addetti ai lavori è assai
probabile un ulteriore ritocco dei
tassi da parte della Banca centrale
europea: forse sarà una delle prime
decisioni per il nuovo inquilino
dell’Eurotower, Mario Draghi, che a
novembre sostituirà Jean Claude
Trichet.
Sta di fatto che l’Euribor – vale a dire
l’indice di mercato che guida i prestiti
a tasso varibile – continua a salire.
È la regola, si dice: il mercato annusa
le decisioni della Bce e le anticipa,
scaricando in qualche modo il
fardello sulla clientela. Francofrote o
no, l’Euribor si gonfia e tocca nuovi
record: quello a tre mesi vnerdì è arrivato
a quota 1,54 punti percentuali,
per una soglia che non era stata riscontrata
dal mese di marzo del
2009. Già dalle prossime settimane,
come accennato, arriverà una stangata
sulle tasche delle famiglie italiane.
E non solo. Pure le imprese che
indicizzano i loro finanziamenti con
l’Euribor pagheranno il conto.
Ed ecco che in tanti cominciano a
farsi due calcoli: di quanto salirà la
rata? Il rialzo di un quarto di punto
del costo del denaro, deciso ad aprile
dalla Bce, (con tassi all’1,25% dal record
minimo dell’1%) magari sarò
servito a tenere a freno l’inflazione in
Eurolandia, ma ha comportto un aggravio
medio per le famiglie con mutui
a tasso variabile che i consumatori
avevano stimano tra i 100 e i 200
euro l’anno. La botta sui bilanci delle
famiglie, ovviamente, dipende dalla
tipologia di finanziamento e dalla
durata).
Non è da escludere che la recente
accelerata dell’Euribor possa addirittura
raddoppiare quelle cifre, portando
il conto annuale fino a 4-500
euro per chi, a esempio, ha un mutuo
da 200mila euro di 25 anni. Ma quanti
italiani si troveranno con meno
quattrini in tasca? Secondo recenti
valutazioni del Codacons, «l’aumen –
to del tasso di riferimento e il conseguente
aumento del costo dei mutui
mette in difficoltà con il pagamento
delle rate almeno 30.000 famiglie».
Una stima conservativa, secondo
altri organismi. Tuttavia, meglionon
fare allarmismi inopprotuni. Anche
se gli ultimi dati di Crif lasciano intravedere
uno scenario preoccupante:
nel 2010, infatti, sono cresciute le
erogazioni di mutui casa superiori
all’80% del valore degli immobili. Si
tratta dei prestiti, che adesso valgono
il 5% del mercato, definiti a elevato
loan to value ratio, quando, in buona
sostanza, il proprietario di casa, visti
la montagna di soldi da rimborsare, è
la banca.
Poi c’è un altro problema. Che finora
è rimasto dietro le quinte,maè
sotto la lente di ingrandimento delle
associazioni dei consumatori. La
faccenda riguarda il decreto sviluppo
approvato in primavera. Un pacchetto
di misure nel quale è finita
una norma che allenta le maglie sulle
soglie d’usura. La norma era stata invocata
dalle banche, convinte di avere
le mani legate sui ritocchi dei tassi
di interesse. Il ministro dell’Econo –
mia, Giulio Tremonti, ha accontentato
gli istituti e ora è nel mirino delle
associazioni, secondo le quali c’è il
rischio che le rate dei nuovi finanziamenti
crescano fino all’80%. Insomma,
potrebbe diventare decisamente
più complicato comprare una
nuova abitazione. Magari, però,
d’ora in poi il popolo delle rate ci
penserà su due vollte prima di indebitarsi
per una tv al plasma dell’ul –
tim’ora o un bolide a quattroruote.
 
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox