31 Marzo 2019

Zingaretti sposa il «modello Calenda»

nel simbolo pd confermata la presenza dello slogan «siamo europei»
Pier Francesco Borgia Roma Carlo Calenda ci mette non solo la faccia ma anche lo slogan. E il nuovo simbolo per le elezioni europee, presentato ufficialmente sulla terrazza del Nazareno, è una perfetta sintesi tra il verbo europeista dell’ ex ministro dello Sviluppo economico e la svolta ecumenica del neosegretario Nicola Zingaretti, che vuole allargare il più possibile la coalizione intorno al partito. In alto il simbolo del Pd, in basso «Siamo Europei», che cita il manifesto di Calenda, a destra in piccolo il logo del Pse, il gruppo socialdemocratico di Strasburgo. Un simbolo che, a giudizio del presidente di Swg Maurizio Pessato, interpellato dall’ AdnKronos, non «annacqua la riconoscibilità del partiTo». Insomma il Pd riparte da quella che chiama «lista unitaria», al cui interno però si trovano per il momento trovano posto solo alcuni nomi della società civile su indicazione dei fuoriusciti di Bersani e D’ Alema. L’ accordo con il gruppo di Articolo 1-Mdp è ancora da sottoscrivere. Quindi quella di Zingaretti ieri più che una constatazione era una speranza. «La lista unitaria – ha spiegato il segretario – è una necessità: quella di unirsi, per fermare la pericolosa deriva nazionalista che si inizia a intravedere anche da noi». Anche il presidente dem Paolo Gentiloni accoglie il simbolo elettorale con favore. «Rappresenta – dice – il massimo di unità possibile. La lista è aperta a sinistra, ma anche al centro, alle culture liberali e ambientaliste». Tra le parole declinate per dare il senso della piattaforma politico-programmatica della lista, oltre alla citata unità, ai primi posti Zingaretti mette lavoro e sostenibilità, senza rinunciare a una polemica col governo giallo-verde. Serve, dice, creare posti di lavoro. I dati economici del nostro Paese «sono drammatici». Poi attacca direttamente la Lega. Il suo progetto di sviluppo – sostiene il segretario del Pd – «manca si infrastrutture al Sud e si fonda solo sull’ odio. Penso in particolare a chi governa, al ministro Salvini ma non solo. Non date la armi alle persone, dategli il lavoro, se siete capaci». Sul fronte della nuova economia e della sostenibilità, Zingaretti parla di un «green new deal» e ha voluto dedicare l’ impegno che ha portato alla realizzazione della lista unitaria «alle ragazze e ai ragazzi». Un pensiero è andato anche alle donne che, a Verona, stanno manifestando contro il congresso sulla famiglia a cui stanno partecipando anche esponenti del governo, «per non tornare indietro». Zingaretti avverte poi che la scelta che l’ elettore sarà chiamato a fare il prossimo 26 maggio non è tra modi diversi di governare. «Non ci sono in ballo – dice – due diverse idee di riforma della Ue: da una parte c’ è la voglia di salvare il progetto comunitario, dall’ altra parte c’ è l’ idea dei sovranisti che non solo ci relegherebbe ai margini ma potrebbe addirittura portarci fuori dall’ Europa». Dopo Zingaretti, ha preso la parola Calenda, altro contraente del patto, che ha insistito sul rischio che corre l’ Italia nell’ essere «il primo grande Paese fondatore a uscire dall’ Europa. Sarò capolista nel Nordest, ma serve una grande mobilitazione». Va segnalato che c’ è invece chi si mobilita contro la candidatura di Calenda. Il Codacons ha infatti ha annunciato la campagna #ionovotocalenda su Twitter per boicottare quello che definiscono il «nemico giurato dei consumatori e peggior ministro della Storia italiana».
pier francesco borgia

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