27 Maggio 2007

Zard: Colpa degli americani se è “saltata“

Il guru dei grandi eventi musicali interviene sull`annullamento del concerto romano della star e sulle relative polemiche
Zard: Colpa degli americani se è “saltata“ Barbra Streisand

David Zard è furioso: “Barbra Streisand la dovevo trattare io, ma gli americani hanno pensato di poter dirigere l`evento con i miei soldi, far rischiare me mentre loro dicono cosa fare: non sanno fare i promotori in Italia, l`evento è una scienza, crearlo richiede molto lavoro. Con me avrebbero lavorato 12 persone. Non hanno voluto. Credono di venire in Italia e dare istruzioni su come si lavora“, dice Zard, da almeno 30 anni guru dei grandi eventi musicali, dopo l`annuncio dell`annullamento del concerto romano. Sull`alto costo dei biglietti Zard spiega: “Il concerto della Streisand è un evento unico e può anche sostenere quei prezzi, ma devi far sapere cosa dai. Avevo detto che si poteva tenere quel prezzo, ma avevo organizzato anche un ricevimento prima dello show, un servizio super-vip, con valletti per parcheggiare le macchine. Tra l`altro – aggiunge – avrei pubblicizzato l`evento non solo su Roma, con accordi con agenzie di viaggio israeliane, greche e di altri paesi. “ Il Codacons ha criticato i prezzi: “Il Codacons stia zitto – risponde seccato – faccia il suo mestiere, parli di pane, benzina e trasporti pubblici. La Streisand non ha una rivoltella puntata alla testa, posso metterla in vendita anche a 10 mila dollari. Poi se la gente ci viene sono contento, altrimenti ci rimetto, ma sono affari miei“. La trattativa con gli americani, racconta, è iniziata tre mesi fa e si è interrotta circa tre settimane fa: “Avevo dato un aut-aut dicendo che non c`era più tempo di promuovere: se non ho i tempi, non rischio quattro milioni di dollari per far guadagnare qualcuno“. Ma aggiunge: “Non costa cara, sarebbe venuta in Italia 10 giorni prima con 150 persone al seguito, il suo staff nei concerti europei. I costi dunque lievitano facilmente. Non si metteva però dei miliardi in tasca. L` immagine dell`artista va salvaguardata, ma chi non è capace può anche distruggerla“. L`evento è così passato nelle mani di Milano Concerti, una “società che appartiene a un gruppo internazionale che porta la Streisand in tutta Europa. La loro scorrettezza deriva dal fatto che avendo venduto tre date a Londra, c`era un grosso margine di utile per poter anche perdere qualche lira in Italia. Io con “Notre Dame“, avendo la certezza di fare l`Arena di Verona, l`ho portato anche ad Agrigento, sapendo che non ci avrei guadagnato. Ma il mio compito è quello di operatore culturale, far vedere a tutti quello che si fa. I cosiddetti booker pensano che basti mettere quattro manifesti per vendere i biglietti. Non è così. L`evento è una scienza“.

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