8 Ottobre 2001

Zanzara tigre, una battaglia persa

Il piano di disinfestazione non ha avuto alcun risultato. Gli insetti infestano la città
Zanzara tigre, una battaglia persa
La denuncia del Codacons: mezzi tecnici insufficienti e personale inesperto


LA ZANZARA tigre non se ne va e la città s`interroga perplessa. Sono ancora molti i romani afflitti dalle punture del fastidioso insetto e altrettanti sono i delusi che speravano negli interventi di disinfestazione per debellare il fenomeno più seccante della calda estate romana.

La Sanama ha messo in campo squadre di tecnici che in questi mesi hanno girato la città in lungo e in largo per bonificare ogni municipio, partendo proprio dalle aree più a rischio. Soluzioni antizanzara nei tombini e interventi adulticidi sono stati la routine di questi mesi, ma a qualcuno non sono bastati. Il Codacons è stato il primo ad avere parole dure per l`azienda dell`Ama vincitrice del bando di gara per la disinfestazione della città. A fine settembre l`associazione di consumatori ha inviato un`istanza d`accesso al Comune di Roma e al Ministero della Sanità, al fine di conoscere nel dettaglio i documenti relativi al processo di assegnazione dell`appalto. Secondo gli esperti consultati dal Codacons la zanzara tigre godrebbe ancora di ottima salute e «l`opera di disinfestazione non avrebbe eseguito diligentemente la propria attività, anche a causa delle carenze dell`azienda sfornita sia dei mezzi tecnici necessari e sia di personale preparato».

Una accusa pesante che l`Ama rifiuta, ricordando di lavorare su disposizioni del Comune ed in perfetta intesa con esso. «In settimana – fanno sapere dall`azienda – ci sarà una conferenza stampa per presentare i risultati dei nostri interventi di bonifica e per fornire consigli utili per la prossima stagione». Inoltre, secondo i dati provvisori, pare che questo terzo anno di disinfestazione abbia prodotto buoni risultati, tanto che dall`Ama si ricorda come il fenomeno zanzara tigre sia stato invece meno rilevante che in passato, anche guardando semplicemente alla diminuzione del numero di segnalazioni da parte dei cittadini.
A confortare il lavoro dei «cacciatori di zanzare» è anche l`entomologo Enrico Stella, e libero docente di parassitologia all`università «La Sapienza»: «Le disinfestazioni servono a provocare una diminuzione dei focolai, anche grande, ma sono fatte solo in luoghi pubblici. I focolai però possono essere molto piccoli, basta poca acqua stagnante, in un parco pubblico come in un giardino privato. Quindi non si può pretendere che la zanzara tigre scompaia del tutto». Secondo il professore non è da escludere che a colpire in questi giorni possano essere anche le zanzare «comuni».
Mentre la «tigre» punge prevalentemente all`aperto e in pieno giorno, le normali zanzare preferiscono infatti il buio della sera per colpirci. Abbiamo, insomma, una zanzara per ogni occasione. Ciò nonostante, l`aggressività della zanzara tigre trova terreno fertile proprio nel clima della città: «Siamo in presenza di una stagione calda prolungata – spiega il parassitologo – e ricordo che un anno fa non solo la zanzara tigre colpiva anche ad ottobre, ma ha continuato a farlo fino a dicembre. Certo, in quel caso si trattava degli ultimi esemplari rimasti, ma il clima di Roma può consentirlo».

E così ai romani non resta che tenere duro, cercando di non dare vita inconsapevolmente a quei piccoli focolai privati di acqua stagna capaci di attirare ogni specie di insetto molesto.

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