28 Ottobre 2020

Zagarolo, strisciano il badge ma non vanno al lavoro: denunciati otto furbetti

CASA DELLA SALUTE Clamore e sorpresa, ieri a Zagarolo, per gli otto dipendenti pubblici della Casa della salute di Zagarolo, denunciati dalla Guardia di finanza di Frascati per truffa ai danni dell’ ente di appartenenza e falsa attestazione di prestazione in servizio. Dopo un periodo di accurate indagini, con tanto di appostamenti e riprese video, le Fiamme gialle sono riuscite a trovare elementi sufficienti a incastrare gli otto. Secondo l’ accusa, alcuni di loro, dopo aver strisciato regolarmente il badge nel dispositivo delle presenze, si allontanavano dal posto di lavoro mentre altri neanche si scomodavano a raggiungere la sede di Borgo San Martino. Tutte le prove raccolte sono state consegnate alla Procura della Repubblica di Tivoli che ha emesso l’ avviso di conclusione delle indagini, notificato nei giorni scorsi ai diretti interessati, tutti residenti nell’ area tra Zagarolo, Palestrina e i Castelli romani. L’ operazione degli uomini della Guardia di finanza, diretti dal nuovo capitano Teresa Marchesano, inserita tra i servizi a tutela della legalità nei luoghi di lavoro pubblici e sanitari, è scattata a seguito di alcune segnalazioni di cittadini che avevano notato gli strani movimenti di quei dipendenti, a volte in camice bianco, che dopo aver timbrato si recavano in banca o in giro per il paese. Le Fiamme gialle hanno quindi posizionato delle telecamere sopra il marcatempo della Asl per verificare i movimenti dei sospettati i quali, una volta timbrato e lasciato l’ edificio, venivano pedinati. A quanto pare, le immagini raccolte non hanno lasciato dubbi visto che tutti gli indagati si allontanavano per ore dal posto di lavoro per sbrigare questioni personali. Un sistema ben collaudato che, anche sulla base di scambi di favori, coinvolgeva diversi colleghi, pronti a coprirsi a vicenda, anche timbrando a inizio e fine turno il cartellino del complice. Stupore, ieri mattina, tra amministratori comunali e personale della Casa della Salute, sorpresi per quanto emerso dall’ operazione della Finanza. «Qui dentro – spiegano dei colleghi in servizio presso la Casa della salute – lavorano diverse figure, tra medici specialisti e personale amministrativo e sanitario. Non riusciamo, però, a capire chi possano essere questi otto». Pesante la presa di posizione del Codacons che, per bocca del presidente Carlo Rienzi, arriva a chiedere il «licenziamento immediato dei furbetti del cartellino» e «l’ avvio di azioni di recupero delle retribuzioni percepite negli anni dai dipendenti disonesti, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività». Massimo Sbardella © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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