1 Maggio 2003

«Yo-yo pericolosi? Nessuna prova»

Milano, i contestati giocattoli ad acqua, ritenuti nocivi da carabinieri e pm, possono restare in commercio



«Yo-yo pericolosi? Nessuna prova»


Il gip respinge la richiesta di sequestro: «Non basta un esposto a dimostrare la tossicità»



MILANO – Gli yo-yo ad acqua potranno ancora essere venduti perché, fino ad ora, non c?è alcuna prova che siano pericolosi. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Milano, Antonio Corte, il quale non ha ritirato dal mercato uno dei giocattoli più popolari tra i bambini, respingendo la richiesta della procura per carenza di presupposti. Era stato il sostituto procuratore milanese Giulio Benedetti a chiedere lunedì scorso il sequestro degli «Yo-yo ad acqua» o «Water-ball», dopo un esposto presentato dal Codacons ma basato solo su notizie di stampa e poco dettagliate. L?associazione di consumatori aveva segnalato che il giocattolo «in Francia era stato proibito per la sua pericolosità dopo che due bambini hanno rischiato il soffocamento per colpa del laccio elastico che si allunga e si accorcia velocissimamente» e che «si era attorcigliato al collo di bimbi che in pochi secondo erano divenuti paonazzi».
Per il Codacons, inoltre, la sfera morbida che è all?estremità dell?elastico si «rompe con estrema facilità, facendo uscire il liquido», una sostanza gelatinosa la cui natura è «indeterminata», ma niente esclude che sia tossica. Conclusione: il gioco è «pericoloso». La notizia aveva fatto scalpore trasformandosi in un brutto colpo per gli importatori e i produttori orientali del giocatolo, venduto in Italia al ritmo di diecimila pezzi al giorno.
Qualche giorno prima, nei magazzini di un?azienda milanese i carabinieri avevano sequestrato 233 yo-yo perché non era stata trovata la documentazione sulla marchiatura europea che pure compariva sui giocattoli. Si tratta della sigla «Ce» la quale certifica che il prodotto ha superato i controlli e i test di sicurezza previsti dall?Unione europea. La procura ha tirato le somme, ha aperto un?inchiesta per frode in commercio e violazione della normativa europea ed ha chiesto al gip di intervenire.
Il giudice, esaminati gli atti dell?inchiesta, invece ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a far emergere la pericolosità del giocattolo e ha deciso che l?avventura degli yo-yo tra i bambini può proseguire, ma ha invitato il magistrato ad approfondire le indagini.
Il pm aveva ipotizzato, contro ignoti, il reato di frode in commercio e la violazione della normativa europea sulla sicurezza dei giocattoli. A parere del giudice, invece, la frode non sarebbe stata commessa perché quello che viene venduto come un giocattolo è proprio un giocattolo e null?altro; per quanto riguarda il marchio «Ce», i Nas hanno solo accertato che il grossista al quale sono stati sequestrati i 233 yo-yo non era in possesso della documentazione relativa al marchio. Questo, però, non vuol dire che essa non esista. Potrebbe trovarsi dal produttore, ad esempio. Per quanto riguarda la pericolosità, sono necessari controlli approfonditi che al momento sembra siano in corso.
Ieri, però, i vigili urbani hanno sequestrato a Milano un lotto di 3 mila yo-yo. Stavolta sembra che i giocattoli, prodotti in Cina, venissero confezionati in un magazzino alla periferia della città senza il marchio «Ce».
Erano pronti ad essere venduti per strada, perché i negozi non li commerciano più. Ora i bambini sognano con le supertrottole «Beyblade».


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