1 Giugno 2005

WRESTLING: PEDIATRI,AUMENTANO INCIDENTI PER EMULAZIONE

WRESTLING: PEDIATRI,AUMENTANO INCIDENTI PER EMULAZIONE/ANSA

BIMBI IMITANO LOTTATORI, CRESCE FRONTE ANTI `EROI-ARMADIO`








(ANSA) – ROMA, 30 MAG – Il wrestling `fa male` ai bambini: da quando questa disciplina ha infatti preso piede nei mass media, spopolando soprattutto nella platea dei più piccoli, tra i bambini è aumentato il numero degli incidenti legati, proprio, all`imitazione delle violente mosse dei lottatori dai pesi massimi. A lanciare l`allarme, anche se il fenomeno non è ancora quantificabile, sono i pediatri: No al wrestlig per i più piccoli, è il loro monito, anche se fondamentale resta comunque il ruolo dei genitori. “Non disponiamo di dati precisi – ha affermato il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Pierluigi Tucci – ma da quando il wrestling sta spopolando in Italia, abbiamo notato un aumento degli incidenti tra i bambini a causa dell`emulazione di questo sport; il rischio di incidenti si è cioé in qualche modo accentuato“. Una preoccupazione, quella legata al wrestling come spettacolo inadatto e pericoloso per i bambini, condivisa anche dalla presidente della commissione bicamerale per l`Infanzia Maria Burani Procaccini che, solo pochi giorni fa, ha definito questa attività “diseducativa“: “Appassiona troppo i bambini – ha sottolineato – ed induce a ritenere che la forza fisica e la violenza siano elementi prevalenti, a cui ambire nel percorso di crescita“. Per questo, Burani ha annunciato che presenterà a breve in Commissione una risoluzione che obblighi le televisioni in chiaro ad inserire il bollino di accompagnamento per le trasmissioni sul Wrestling e che inviti anche la tv satellitare a mandare in onda trasmissioni che spieghino ai ragazzi cos`é questa disciplina e cosa non devono assolutamente fare, tentando di emularla. E lotta aperta al wrestling è stata dichiarata pure dal Codacons e dall`Osservatorio sui diritti dei minori, che hanno lanciato un appello al Prefetto di Roma per vietare ai minori di 14 anni la kermesse dedicata al wrestling al Palalottomatica di Roma, in programma il prossimo 4 giugno. Ma il fenomeno dei lottatori alla `Mastro Lindo` sembra inarrestabile. Almeno a giudicare dai numeri: Su Italia 1, ad esempio, il programma dedicato al wrestling fa una media ascolti di 2.131.000 spettatori (share 9.2%), mentre Sky dedica a questa disciplina, nell`arco della settimana, circa 6 ore di programmazione. Risultato: tra i ragazzini tra 7 e 14 anni è vera `epidemia` e dilaga l`effetto emulazione. In casa ma anche a scuola, sempre più spesso il passatempo preferito è infatti quello di imitare questi lottatori grandi come armadi che si muovono come in un videogame: si insultano, urlano e aizzano il pubblico e, soprattutto, fanno a botte violentemente. Le loro `mosse` si chiamano testate, calci in faccia, colpi proibiti. Ed è anche iniziata la pazza corsa ai gadget, che ormai furoreggiano tra gli under-14: dalle figurine ai poster, dagli action figures (i pupazzi) ai calendari e videogiochi. Ma quello che troppo spesso sfugge, in primo luogo proprio ai ragazzi, è che non si tratta di uno sport reale e di vera lotta, ma solo di uno spettacolo messo in scena da finti lottatori. Come dimostra l`acronimo della federazione che organizza gli incontri, la World Wrestling Entertainment (Wwe). Insomma, un fenomeno giudicato da molti allarmante ma per arginare il quale, è la conclusione dei pediatri, i divieti possono non bastare: “Vietare le manifestazioni di Wrestling ai minori o collocare questi programmi in tv nella fascia oraria notturna può naturalmente servire, ma fondamentale – ha osservato Tucci – resta comunque il ruolo dei genitori. Sono infatti proprio i genitori che devono aiutare i piccoli a leggere i messaggi che vengono dal mondo esterno, insegnando loro come `decodificarli`. E questo – ha concluso il presidente Fimp – vale anche per il Wrestling“. (ANSA).

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