Wrestling, in classe e in tv tra i ragazzi ormai è delirio
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Nord e Sud sul ring, a darsele di santa ragione. Capitan Padania, i muscoli fasciati da un costume verde, nella parte del cattivo, e Neo Pulcinella, con la machera napoletana, a ?recitare? il ruolo di vittima. Si insulteranno secondo copione per poi passare alle mani, ma senza farsi male, replicheranno in versione wrestling l?eterna sfida tra le due Italie. Finirà bene, il nord non avrà la meglio sul sud, ma ci sarà da divertirsi a seguire le evoluzione dei due gladiatori italiani e degli altri big mondiali del wrestling al Palalottomatica di Roma, il 4 giugno, in occasione di ?Round zero- La sfida?, un torneo ad eliminazione diretta che mette in palio la cintura Ewf (European wrestling federation). Un evento per gli appassionati di questo mix tra sport e spettacolo che fa impazzire i ragazzini. Sono stati già venduti tremila biglietti (in tutto sono 10mila) e si aspetta il tutto esaurito. Arriveranno da tutta Italia per assistere ai voli di Aj Styles e di Petey Williams, fenomeni negli Usa, col commento di Michele Posa e Luca Franchini, due voci popolari per chi segue il wrestling in tv. Basti pensare che per i due show di aprile a Bologna e Milano tutti i biglietti (24mila) sono stati venduti in 13 minuti appena.
I ragazzini dagli 11 ai 15 anni, ma anche i più piccoli, non parlano d?altro: dei pugni volanti di ?The Undertaker? o degli ?atterraggi? di Randy Orton. E dopo aver fatto una scorta di wrestling in tv (e chi perde sabato sera ?Smackdown? su Italia 1), ed essersi sfidati alla playstation col gioco più giocato a quell?età (?Smackdown vs. Raw?) si passa magari alla figurine. Ce l?hai Eddie Guerrero? E Rob Van Dam? Se ti cedo Rey Misterio, mi dai Big Show? Finalmente ?Gorilla Press Slam?, mi mancava. I wrestler, insomma, come un tempo i calciatori.
E? troppo, protestano i genitori, a tutto c?è un limite e questa indigestione di calci, pugni e botte di certo non fa bene. Dopo il Codacons che ha chiesto il sequestro di tutte le trasmissione di Mediaset e Sky su wrestling perché «violente e diseducative», adesso vanno all?attacco anche i genitori del Moige. «Ogni sabato – denunciano – un milione e mezzo di bambini è messo a contatto con la violenza. Il programma di Italia 1 deve essere trasmesso in seconda sera». Il guaio è che i figli non si limitano a fare il tifo per Kurt Angle o Brooker T., ma provano a imitarli. «Il nostro numero verde – spiega Elisabetta Scala responsabile dell?Osservatorio tv del Moige – riceve tantissime segnalazione di genitori i cui figli si sono fatti male imitando i wrestler. Il problema non è solo l?emulazione, ma anche la consuetidine alla violenza che questi spettacoli generano».
Perché prendersela solo con i combattenti supermuscolosi del wrestling? Se ci preoccupiamo di quello che i ragazzini possono imitare, bisognerebbe tenere alla larga anche beniamini come l?Uomo Ragno o i Power Rangers, «c?è molta più violenza in alcuni cartoni animati che nel wrestling», replica Vittorio Quattrone, promoter dell?evento romano e capo della Ewf. «I ragazzini sanno perfettamente che gli atleti non si fanno male, che questa lotta è una finzione, anzi sono conquistatori da questo spettacolo proprio perché i gladiatori sembrano di gomma». E i telecronisti non raccomandano altro: non trasformate le vostre camerette in piccoli ring, rischiate di finire in ospedale.
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