WINDJET: CODACONS, ESPOSTO A PROCURA E A CORTE DEI CONTI
-
fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 13 AGO – Un esposto alla Procura di Roma e
alla Corte dei Conti: lo ha presentato il Codacons,
l’associazione per i diritti dei consumatori, dopo lo stop dei
voli della compagnia Windjet. Il Codacons chiede che la Procura
indaghi per l’ipotesi di truffa e appropriazione indebita a
carico delle compagnie aeree e dello Stato.
“Il fatto più grave – viene infatti denunciato dal Codacons
nell’esposto – è la speculazione dello Stato, che percepisce sui
supplementi il 30% di tasse”. Il Codacons chiede al premier
Monti e al ministro Passera un decreto urgente per congelare la
tassazione su questi biglietti “che così scenderebbero a circa
50 euro, sempre troppo ma almeno senza il guadagno dello
Stato”.
“Se la tratta con Windjet è costata meno di 80 euro,
chiedere 80 euro oggi per riproteggere i viaggiatori può essere
una truffa – osserva il presidente del Codacons, Carlo Rienzi –
una disgrazia, insomma, non può essere utilizzata come business
per le compagnie. Il supplemento può essere al massimo al
livello della tariffa minima low cost del resto dell’anno, ossia
da 9 a 19 euro. Oggi si trovano voli da Roma a Palermo normali a
soli 132 euro (partenza 22 ritorno 29 agosto) o Roma-Londra a
180 euro andata e ritorno, mentre, con la scusa della
riprotezione ai consumatori, si chiedono minimo 160 se non 230
euro per l’estero”.
Nell’esposto si chiede alla Procura di disporre il sequestro
dei soldi versati per i biglietti e ancora nelle casse delle
agenzie o dei gestori delle carte di credito per consentirne la
restituzione ai viaggiatori prima del versamento alla compagnia
in default. “Sembra, infatti – dice Rienzi – siano una massa di
danaro non indifferente. In questo modo si potrebbe recuperare
qualcosa”.
Per i risarcimenti il Codacons consiglia di mandare comunque
una raccomandata a/r alla compagnia, “anche se, in caso di
fallimento, sarà difficilissimo avere i rimborsi”, e una
raccomandata alla agenzia o al gestore della carta di credito
(se si è pagato tramite agenzia o carta) diffidandoli a non
riversare le somme alla compagnia ma a trattenerle per la
restituzione.
“Unica strada – conclude Rienzi – è il risarcimento che sarà
chiesto agli enti pubblici di controllo, primo tra tutti l’Enac
che sapeva benissimo da tempo della situazione e non ha bloccato
la vendita dei biglietti per la stagione estiva. Per questo
ricorso, che sarà proposto al Tar, si consiglia ai viaggiatori
di aderire andando sul blog www.carlorienzi.it e di conservare
copia dei biglietti o fatture pagate, compresi i biglietti
riacquistati, dopo il crac, dalle altre compagnie”.(ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
- VIAGGI & TURISMO
