13 Agosto 2012

WINDJET: CODACONS, ESPOSTO A PROCURA E A CORTE DEI CONTI

WINDJET: CODACONS, ESPOSTO A PROCURA E A CORTE DEI CONTI

            

            (ANSA) – ROMA, 13 AGO – Un esposto alla Procura di Roma e

alla Corte dei Conti: lo ha presentato il Codacons,

l’associazione per i diritti dei consumatori, dopo lo stop dei

voli della compagnia Windjet. Il Codacons chiede che la Procura

indaghi per l’ipotesi di truffa e appropriazione indebita a

carico delle compagnie aeree e dello Stato.

   “Il fatto più grave – viene infatti denunciato dal Codacons

nell’esposto – è la speculazione dello Stato, che percepisce sui

supplementi il 30% di tasse”. Il Codacons chiede al premier

Monti e al ministro Passera un decreto urgente per congelare la

tassazione su questi biglietti “che così scenderebbero a circa

50 euro, sempre troppo ma almeno senza il guadagno dello

Stato”.

    “Se la tratta con Windjet è costata meno di 80 euro,

chiedere 80 euro oggi per riproteggere i viaggiatori può essere

una truffa – osserva il presidente del Codacons, Carlo Rienzi –

una disgrazia, insomma, non può essere utilizzata come business

per le compagnie. Il supplemento può essere al massimo al

livello della tariffa minima low cost del resto dell’anno, ossia

da 9 a 19 euro. Oggi si trovano voli da Roma a Palermo normali a

soli 132 euro (partenza 22 ritorno 29 agosto) o Roma-Londra a

180 euro andata e ritorno, mentre, con la scusa della

riprotezione ai consumatori, si chiedono minimo 160 se non 230

euro per l’estero”.

   Nell’esposto si chiede alla Procura di disporre il sequestro

dei soldi versati per i biglietti e ancora nelle casse delle

agenzie o dei gestori delle carte di credito per consentirne la

restituzione ai viaggiatori prima del versamento alla compagnia

in default. “Sembra, infatti – dice Rienzi – siano una massa di

danaro non indifferente. In questo modo si potrebbe recuperare

qualcosa”.

   Per i risarcimenti il Codacons consiglia di mandare comunque

una raccomandata a/r alla compagnia, “anche se, in caso di

fallimento, sarà difficilissimo avere i rimborsi”, e una

raccomandata alla agenzia o al gestore della carta di credito

(se si è pagato tramite agenzia o carta) diffidandoli a non

riversare le somme alla compagnia ma a trattenerle per la

restituzione.

   “Unica strada – conclude Rienzi – è il risarcimento che sarà

chiesto agli enti pubblici di controllo, primo tra tutti l’Enac

che sapeva benissimo da tempo della situazione e non ha bloccato

la vendita dei biglietti per la stagione estiva. Per questo

ricorso, che sarà proposto al Tar, si consiglia ai viaggiatori

di aderire andando sul blog www.carlorienzi.it e di conservare

copia dei biglietti o fatture pagate, compresi i biglietti

riacquistati, dopo il crac, dalle altre compagnie”.(ANSA).

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