2 Ottobre 2014

WHY NOT: NOTIFICATA SOSPENSIONE A DE MAGISTRIS

WHY NOT: NOTIFICATA SOSPENSIONE A DE MAGISTRIS

CODACONS: SINDACO SI DIMETTA E COMUNE SIA COMMISSARIATO. NAPOLI SEMPRE PIU’ NEL CAOS

E SUL PASSAGGIO IN POLITICA DELL’EX PM PENDE UN RICORSO AL TAR

Dopo la notifica a Luigi De Magistris del provvedimento di sospensione firmato ieri dal Prefetto, il Codacons chiede al sindaco di Napoli un passo indietro e le dimissioni dalla carica di primo cittadino.
Per una questione di dignità personale ma soprattutto di rispetto dei cittadini, De Magistris dovrebbe dimettersi oggi stesso – afferma l’associazione – Oramai il sindaco brancola nel buio, vaneggiando contro tutto e tutti e attaccando vergognosamente il mondo della giustizia di cui egli stesso ha fatto parte. A farne le spese la città di Napoli, che appare sempre più nel caos e preda dell’illegalità diffusa. Proprio tale situazione, cui si aggiunge l’odierna sospensione del Sindaco, spinge oggi il Codacons a chiedere al Ministro dell’Interno Alfano il commissariamento del Comune di Napoli, affinché vengano adottati con urgenza tutti quei provvedimenti per ripristinare la legalità sul territorio.
Intanto, sul passaggio di De Magistris dalla giustizia alla politica, pende ancora un ricorso del Codacons al Tar del Lazio contro la delibera del Csm che ha autorizzato l’ex Pm. Ecco cosa si sostiene nel ricorso al Tar contro il passaggio alla politica del giudice:

“l’autorizzazione al collocamento fuori ruolo del Dott. De Magistris ha posto quest’ultimo in una situazione quanto meno “singolare” in quanto proprio a causa della conduzione delle indagini su indicate, lo stesso si trova attualmente in possesso di numerose informazioni che potrebbero essere utilizzate nel corso della campagna elettorale o, comunque, nel corso dello svolgimento del proprio mandato. Lo svolgimento di queste delicatissime indagini le quali implicano spessissimo vicende legate ad esponenti politici di rilievo (e che hanno costituito persino l’occasione per cui il Dott. De Magistris è stato trasferito da Catanzaro al Tribunale di Napoli) forse non avrebbe reso neppure opportuna la candidatura del magistrato considerato che l’art. 51 della Costituzione deve essere bilanciato con altri valori di rilevanza costituzionale che inevitabilmente entrano in gioco nel caso di specie”.

Ed è divertente leggere sempre nello stesso ricorso cosa sosteneva De Magistris a proposito dell’indagine che ha portato oggi alla sua condanna penale e alla sospensione da sindaco:

“il Dott. De Magistris, nel 2006, a seguito di una denuncia, ha iniziato ad indagare sul fenomeno della illecita gestione pubblica, locale e nazionale, di finanziamenti, convenzioni, commesse e appalti nel settore della depurazione delle acque e della emergenza ambientale. Il procedimento è il c.d. Poseidone.  Un altro filone di indagine ha portato il Dott. De Magistris ad indagare sul fronte della illecita gestione regionale di commesse, appalti e finanziamenti pubblici nei settori della informatizzazione ed innovazione tecnologica degli uffici pubblici, del lavoro interinale, della sanità, dell’energia eolica. Tale procedimento è il c.d. Why Not. Gli elementi raccolti in entrambe le indagini indicano l’esistenza di una metodologia criminosa costante e comune riconducibile – attraverso sofisticati reticoli societari – a nomi noti di esponenti della politica italiana. Come verrà spiegato dallo stesso magistrato resistente, “[Si tratta della] criminalità dei c.d. “colletti bianchi” … [che] opera in modo assolutamente ramificato e consolidato in questo settore con capacità tecniche criminali di assoluto rilievo. Le condotte di reato hanno ad oggetto, in estrema sintesi, i seguenti passaggi: la deliberazione del finanziamento a livello nazionale e regionale. Questo è il passaggio in cui determinanti divengono le forti collusioni con esponenti della politica e della burocrazia (in particolare alti funzionari)… per ottenere illecitamente immani risorse pubbliche la criminalità organizzata – quella dei c.d. “colletti bianchi” – che agisce con consolidate convergenze parallele con la ‘ndrangheta, che rappresenta, allo stato, l’organizzazione mafiosa più potente, utilizza in particolare, lo strumento apparentemente lecito, delle società, soprattutto miste pubblico-private che sono proliferate in Calabria, ma non solo, in tutti i settori, soprattutto quelli dove è consistente la presenza di erogazioni pubbliche: l’ambiente, la sanità, i lavori pubblici, l’informatica, il settore interinale, il terziario. …altro momento decisivo in cui intervengono le modalità operative dei sodalizi che ho potuto ricostruire nelle mie indagini è quello dell’approvazione dei progetti che debbono ottenere l’erogazione pubblica. Spesso è in tale fase che vengono abilmente nascoste dilazioni illecite quali prezzo di corruzioni che vengono mascherate quali consulenze o attività legate alla predisposizione di progetti vari…. Altro momento determinante in cui si realizza il pactum scelleris, e/o stessa vita della organizzazioni criminali, è quello delle assunzioni dei lavoratori nelle società e nelle attività finanziate…. Si sono potute constatare assunzioni di persone strettamente collegate o comunque segnalate da magistrati, prefetti, appartenenti alle forze dell’ordine, personaggi inseriti in istituzioni varie. E’ ovvio che quale contrapposizione vi è in diversi casi la copertura istituzionale che garantisce la sostanziale impunità a queste persone…”.

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