WELBY: CODACONS, MALATO SLA VUOLE VIVERE MA CURE TROPPO CARE
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fonte:
- Ansa
SERVIZIO SANITARIO GARANTISCA FARMACI ANCHE A MALATI TERMINALI
(ANSA) – ROMA, 19 DIC – E` “indispensabile aprire un
dibattito anche per chi, a differenza di Welby, pur senza
funzioni motorie, vuole vivere anche un solo giorno in più“.
Ad affermarlo è il Codacons, rendendo noto il caso di un altro
malato di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che “lotta per
restare in vita“.
“Mentre il dibattito politico è tutto incentrato sul caso
di Piergiorgio Welby che lotta per morire – afferma
l`associazione in una nota – rendiamo noto un caso
diametralmente opposto, che riguarda Gino Barbolini, 66enne di
Maranello (Modena) affetto da Sla. La malattia lo ha ridotto in
fin di vita; il malato vede e sente e percepisce tutto attorno a
se, ma non può effettuare alcun movimento. Nonostante la grave
malattia Barbolini, pur cosciente di non avere alcuna speranza
di guarigione, ha deciso di lottare per vivere anche solo un
giorno in più. Non sono bastate – prosegue il Codacons –
nemmeno due sentenze del Tribunale di Modena che hanno rigettato
la richiesta del malato e dei suoi familiari di ottenere, a
carico del Servizio Sanitario, un farmaco sperimentale che gli
consentirebbe di rimanere in vita“. Grazie a una colletta
avviata dal Codacons, Barbolini ha potuto acquistare negli Stati
Uniti tre confezioni del medicinale, il cui costo, si sottolinea
nella nota, “é pari a 12.000 dollari a confezione, più tasse
e spese di trasporto (ogni confezione consente al malato un mese
di trattamento)“.
“E` indispensabile aprire il dibattito anche relativamente a
questi casi – afferma il Codacons – casi che sono palesemente
opposti a quello di Welby, e dimostrano la voglia di rimanere in
vita di malati gravi e in fase terminale, anche loro
nell`impossibilità di qualsiasi funzione motoria. In ambedue le
situazioni vi sono diritti da affermare – conclude
l`associazione – ma vi è una differenza fondamentale: mentre
per il primo caso (quello di Welby) non esiste alcuna
legislazione in materia, per il secondo caso (Barbolini) esiste
e lo Stato deve intervenire per pagare le cure richieste, anche
se sperimentali“. (ANSA).
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