10 Dicembre 2004

WEEKEND SENZA TV, EVENTI E SCONTI IN TANTE CITTA`

WEEKEND SENZA TV, EVENTI E SCONTI IN TANTE CITTA` /ANSA

OBIETTIVO 1MLN E MEZZO DI TV SPENTE, PER 2005 SCIOPERO MONDIALE

(ANSA) – MILANO, 9 DIC – Spegnere la televisione per vivere la città, perché il “mondo è fuori“: è l`invito lanciato dall`associazione milanese Esterni per il prossimo `Sciopero dei telespettatori`, indetto per questo fine settimana e concentrato soprattutto nella serata di sabato, con iniziative in tante città italiane. L`iniziativa, che lo scorso giugno aveva trascinato fuori di casa – secondo gli organizzatori – 700mila italiani, questa volta punta al raddoppio, a coinvolgere un milione e mezzo di persone. Per strappare dalle fauci del piccolo schermo oltre un milione di italiani, Esterni ha coinvolto enti, associazioni, cinema, musei e teatri, che praticheranno sconti o omaggi a chi si presenterà, tra l`11 e il 12 dicembre, con il telecomando in mano. Lo strumento dello zapping, infatti, usato fuori casa, per la due giorni senza tivù diventerà un pass o un buono sconto per mostre, concerti, spettacoli teatrali e cinematografici e tanti appuntamenti indetti dalle associazioni e istituzioni che hanno dato la loro adesione allo sciopero. Prestigiose le conferme pervenute ad Esterni, che ha presentato l`iniziativa oggi alla Torre Branca di Milano, “tra le antenne di Mediaset e quelle delle Rai“ come ha scherzosamente sottolineato il fondatore dell`associazione, Beniamino Saibene. Tra le adesioni sono già arrivate quelle di luoghi di cultura come la Triennale di Milano, il Museo del Cinema di Torino, la Cineteca di Bologna, il Centro Musei delle Scienze Naturali di Napoli, il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, la Fondazione Longhi di Firenze, il Teatro Olimpico di Roma. Adesioni anche dal Codacons, dal movimento internazionale Slowfood, dalla divisione lombarda di Legambiente e dai circoli Arci, dalla Fipe-Conals, il sindacato dei locali da ballo, e da tantissimi privati cittadini. A Milano, Esterni ha addirittura creato dei percorsi tematici per i forzati dell`astinenza televisiva: c`é una proposta `ecologica`, con la possibilità di provare una macchina `carsharing` messa a disposzione da Legambiente, ma anche un circuito a misura di bambino, con uno spettacolo al Crt, sconti in libreria e al cinema Nuovo Arti, dove il film natalizio `Polar express` è proposto a soli 4 euro. Per gli amanti dell`arte, poi, ci sono tante possibilità, dalla Fondazione Mazzotta alla mostra di Mario Sironi presso la Fondazione Portaluppi, fino al classico `Sogno di una notte di mezz`estaté all`Elfo. Come ogni anno, lo sciopero avrà la sua festa-raduno nazionale a Milano, sabato 11, nel nuovo quartiere Parco Grande di via Rubattino, sotto la sopraelevata della tangenziale. Gratuito l`ingresso “telecomando alla mano“, gratis pure le consumazioni, ma solo a chi si presenterà al party con un televisore. Il giorno dopo, invece, l`appuntamento è a Villa Panza, a Varese, per un percorso inedito della mostra di Dan Flavin `Stanze di luce tra Varese e New York` (bus navetta da Piazzale Cadorna, Milano, alle 19 e alle 21.15). Lo sciopero, dalla scorsa edizione, è diventato nazionale, e quest`anno vi partecipano 12 regioni, 23 città, oltre 250 piccoli centri, da Gubbio a Rimini, con più di 400 adesioni nelle sole ultime 48 ore e un` `audience` potenziale di un milione e mezzo di persone tra le 20.30 e le 22.30 di sabato sera. Il dato di `non ascolto` – informano gli organizzatori – “non è scientificamente rilevabile, ma verrà misurato in base alle adesioni pervenute all`iniziativa“. “Certo, il dato Auditel non potrà mai registrare il calo, ma – ha detto Saibene – non ci vuole molto a portare fuori casa, per una sera, un milione e mezzo di persone, è solo questione di passaparola“. L`iniziativa – hanno tenuto a precisare i promotori, “non si schiera politicamente, anche se oggi dire che si vuol fare uno sciopero contro la televisione per molti equivale a dichiararsi di sinistra e contro il Governo. E, anche per questo, molti hanno tentennato nell`aderire“. “Invece noi non ci schieriamo politicamente e non entriamo nel merito dei palinsesti, la nostra – ha concluso Saibene – è una protesta generale contro la fruizione passiva del mezzo televisivo e contro la pigrizia mentale, un invito a spegnere il piccolo schermo e accendere la città“. E chissà che un giorno, quando lo sciopero, ormai alla nona edizione, diventerà un appuntamento fisso, “gli investitori pubblicitari sottraggano soldi dalla tv per investirli in cultura e avvenimenti nel territorio“. Per il 2005 si pensa già allo sciopero mondiale dei telespettatori, sul modello del `Buy nothing day`, la giornata del non acquisto lanciata dai canadesi di Adbusters, presto diventata un appuntamento diffuso in tutti i paesi. (ANSA).

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