30 Novembre 2015

Vw: mille dollari di risarcimento ai clienti Usa, nulla agli italiani

Vw: mille dollari di risarcimento ai clienti Usa, nulla agli italiani

MILANO – Negli Stati Uniti la Volkswagen indennizzerà i suoi clienti danneggiati dai dieselgate con un rimborso “una tantum” di “1.000 dollari”. In Italia, dove la truffa riguarda 648.458 i veicoli, non ci saranno risarcimenti per i clienti. I veicoli, infatti, saranno richiamati per “manutenzione” dai concessionari senza risarcimenti. Una differenza di impostazioni che prima aveva allarmato l’Ue e adesso spinge Adusbef e Federconsumatori a sollecitare un’accelerazione della nuova class action “al fine di tutelare le migliaia di persone truffate e danneggiate”.

I richiami per manutenzione dopo lo scandalo delle emissioni truccate interessano esclusivamente le vetture dotate di motori diesel Euro 5, di tipo EA 189. Quelli di marca Volkswagen sono 361.432. Poi tocca ad Audi (197.421 veicoli), Seat (35.348), Skoda (38.966) e Volkswagen Veicoli Commerciali (15.291). “Tempistiche e modalità della manutenzione”, ricordano Adusbef e Federconsumatori, verranno comunicate ai clienti “tramite posta” da Volkswagen Italia.

Per il Codacons è “semplicemente assurdo auspicare anche in Italia un indennizzo da 1.000 dollari ad automobilista al pari di quanto riconosciuto negli Stati Uniti. Una simile proposta non sarebbe stata nemmeno presa in considerazione dagli automobilisti – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Il danno subito dai proprietari di auto Volkswagen coinvolte nel dieselgate è assai maggiore, considerata la frode commerciale, la perdita di valore del veicolo e le emissioni inquinanti nell’aria, e la casa automobilistica non può pensare di cavarsela con una elemosina come fatto negli Stati Uniti”.

Per tale motivo il Codacons proseguirà sulla strada della class action intentata contro Vw davanti al Tribunale di Venezia, cui hanno fornito pre-adesione già più di 12mila automobilisti. E se non arriveranno in favore dei clienti proposte di indennizzo di importo almeno 10 volte superiore a quello riconosciuto negli Usa, l’associazione avvierà un boicottaggio del marchio su tutto il territorio.

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