20 Novembre 2012

Vuoto d’ aria sul Boeing: 45 contusi

Vuoto d’ aria sul Boeing: 45 contusi

 

 

FRANCESCO RIZZO «Eravamo a 33 mila piedi di quota: dopo 3 o 4 sobbalzi, abbiamo sentito la terra mancarci sotto i piedi. Le hostess e i carrelli volavano sul soffitto. C’ erano lasagne ovunque. Ho abbracciato mia moglie e ho pensato che fosse finita. Poi siamo tornati tranquilli. Ma dopo l’ atterraggio c’ era chi piangeva». Roberto Bettini, storico fotografo di ciclismo, è uno dei 268 passeggeri del charter Neos, in volo dall’ Avana a Malpensa, che ieri hanno vissuto secondi di terrore. Sull’ Atlantico, a 4 ore dall’ arrivo, un vuoto d’ aria: l’ aereo sale per 500 metri e poi piomba per altri 1000. Malori, panico e feriti tra chi è a bordo, soprattutto famiglie di rientro da una vacanza. Dopo l’ atterraggio, intorno alle 13.45, 43 persone hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria al pronto soccorso, 12 in codice giallo (almeno 4 saranno ricoverate). Qualcuno faticava a camminare, altri avevano subito contusioni agli arti, al torace o al capo. Canoa «È un fenomeno chiamato “cat”, turbolenze in aria serena: subdole e più pericolose di quelle provocate dal maltempo – spiega Giovanni Galiotto, presidente dell’ Associazione italiana piloti -. Le masse d’ aria dell’ atmosfera si muovono di continuo verso l’ alto o verso il basso: in questo secondo caso l’ aereo può essere spinto in giù. Come la corrente di un fiume sposta una canoa, per quanto forte si stia pagaiando. Possiamo proteggerci? Sì, tenendo sempre le cinture allacciate. Ma è raro che la forza sia tale da causare contusi». La Neos, intanto, ha avviato un’ indagine. «L’ aereo ha subito un’ inattesa turbolenza – spiega la compagnia aerea – Fra i passeggeri c’ erano due medici che hanno prestato le prime cure». Ma i vuoti d’ aria sono evitabili? «Gli aerei sono già attrezzati per farvi fronte automaticamente – dice Daniele Carrabba, dirigente dell’ Ente nazionale per l’ aviazione – e solo nei casi più rilevanti il pilota interviene manualmente». E il Codacons ricorda: «In caso di lesioni, la compagnia aerea ha l’ obbligo di rimborsare fino a circa 116 mila euro senza poter negare di avere responsabilità. Però si può chiedere il risarcimento anche per la paura provata». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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