10 Novembre 2017

Vuole i soldi per le slot picchia la madre e ordina: “Prostituisciti”

GIORGIO RUTA «Prostituisciti se non hai soldi». E giù botte. Le slot machine erano un’ ossessione per Angelo, quindicenne di Siracusa. Così forte da portarlo a picchiare la madre quando si rifiutava di dargli altri soldi da bruciare nelle macchinette. Una storia di periferia e di disagio che i carabinieri hanno interrotto. La donna, dopo l’ ennesima violenza, si era rifugiata a casa di amici, ma anche lì il figlio l’ aveva trovata, minacciata e picchiata. Poi la madre non ce l’ ha fatta più a subire e ha raccontato tutto ai militari. Il ragazzino, che non andava più a scuola e non lavorava, trascorreva gran parte delle sue giornate in una sala giochi vicino casa. La paghetta non bastava, ma il vizio era troppo forte. Tanto da ordinare alla madre di andare a prostituirsi pur di accontentare le sue richieste. Il giovane avrebbe picchiato più volte la donna, anche con una pietra e un ombrello, impedendole di uscire di casa. La violenza ha travolto pure il fratellino di dieci anni. La sua unica colpa è stata quella di difendere la madre dall’ ira del quindicenne. L’ incubo per la donna è finito. Il ragazzino è stato fermato dai carabinieri con l’ accusa di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione e portato, dopo un provvedimento firmato dalla procura minorile di Catania, in una comunità. Una storia limite che porta la Codacons a intervenire: «Episodi simili sono da ricondurre interamente alla piaga del gioco d’ azzardo e della ludopatia scoppiata negli ultimi anni in Italia», commenta il segretario nazionale Francesco Tanasi che ricorda come ogni giorno vengono segnalati casi di giovani che rapinano per giocare al videopoker, padri che dimenticano i figli in auto e ragazzi che minacciano i genitori per avere i soldi da mettere nelle macchinette. «Vogliamo sapere cosa hanno fatto le istituzioni locali di Siracusa per porre un freno alla piaga del gioco e limitare il numero di sale e di videopoker sul territorio», conclude il segretario di Codacons che si appella all’ autorità giudiziaria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Dopo molte violenze anche sul fratellino l’ adolescente mandato in una comunità.

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