“Vorrei incontrare presto quell’infermiera Lei non si deve sentire in colpa per me”
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fonte:
- La Nazione
Il giorno dopo il ‘pasticciaccio brutto’ del Noa, la 23enne tirocinante alla quale sono state iniettate sei dosi del vaccino Pfizer è ancora molto scossa. Attraverso la madre, però, ha voluto tranquillizzare l’infermiera che le ha materialmente fatto l’iniezione «Vorrei incontrarla – le sue parole – per dirle di non sentirsi in colpa e di non avere paura per me. Vorrei che insieme superassimo questo momento». «Quando le hanno detto cosa era accaduto ha avuto paura – ha riferito la madre -. Oggi abbiamo saputo che l’infermiera è sotto choc per la paura di averle creato un danno. Per questo mia figlia vorrebbe vederla e rassicurarla». ragazza è molto stanca e la pressione che nelle scorse ore si è creata intorno alla vicenda che l’ha vista, suo malgrado, protagonista non ha fatto altro che aumentare lo stress. Dal punto di vista clinico la situazione è abbastanza tranquilla, come riferisce lei stessa, sempre attraverso la madre. «Ho un gran dolore dove è stata fatta la puntura, mi fa male tutto il braccio e non nego di essere spaventata». La famiglia della ragazza ha annunciato di non voler procedere penalmente. «Non vogliamo rovinare la vita a nessuno – ha spiegato – , è stato un errore umano e visto che mia figlia sta bene e presto lavorerà nella Usl, desideriamo manifestare fiducia e ringraziare chi ci sta supportando». Sulla questione ieri pomeriggio è intervenuto il Codacons, che ha annunciato l’intenzione di depositare una denuncia alla Procura della Repubblica di Massa per la possibile fattispecie di lesioni gravi: «Si tratta di un episodio grave sul quale la magistratura deve fare chiarezza». «Gravissimo ciò che è successo al Noa – commenta Cosimo Maria Ferri, componente Commissione giustizia della Camera -. Un abbraccio alla ragazza e un invito alla Regione e all’Asl a chiarire tutti i passaggi». «Sicuramente – spiegano dall’Ordine delle professioni infermieristiche di Massa Carrara – occorre aumentare il livello di sicurezza, dopo un anno intenso di lavoro e quando la stanchezza psico- dei nostri professionisti inizia a essere importante. Fondamentale garantire la turnazione del personale, intercettare gli errori latenti legati alla somministrazione di farmaci e prevedere il doppio controllo».
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