8 Novembre 2014

Voragini, crolli e traffico in tilt Roma con l’ acqua alla gola

Voragini, crolli e traffico in tilt Roma con l’ acqua alla gola

Roma con l’ acqua alla gola. Pare sgretolarsi, non reggere l’ urto, aprirsi, una voragine dopo l’ altra: una di un metro di diametro è stata transennata dietro piazza Navona (via della Pace), e poi danni alle mura a Porta Pia, crollo del leccio in piazzale dell’ Alberone (ferite una donna e una ragazzina di 13 anni), locali commerciali invasi dall’ acqua. E, più o meno ovunque, strade allagate, chiuse e riaperte, traffico deviato, o comunque paralizzato. Tremila richieste d’ aiuto alla protezione civile di Roma Capitale, cinquecento interventi, 800 persone al lavoro sulle strade, più di 50 associazioni di volontariato, 25 squadre del servizio Giardini, 70 idrovore. Chiusa la fermata Repubblica della linea A della metro. In centro come in periferia viabilità in tilt: dai Parioli a Tor Bella Monaca, dalla Borghesiana alla Trionfale a via Flaminia, a Tor Di quinto, strade come torrenti. Il consigliere regionale Fabrizio Santori accusa: «Sono crollati i tetti di un padiglione della scuola dell’ infanzia Dalmazio Birago al Collatino (V municipio), poteva essere una strage». Ma le reazioni politiche sono molte, le polemiche deflagrano: il centrodestra accusa l’ amministrazione di Ignazio Marino, il quale – a Milano per il convegno Anci – accusa a sua volta: «Le risorse per l’ alluvione a Roma del 31 gennaio 2014 non sono ancora arrivate, e i cittadini non vanno al Senato o alla Camera a lamentarsi ma vengono dal sindaco. Per una calamità naturale l’ iter è lunghissimo». Roma si conferma fragile, dunque, nonostante gli allarmi del mercoledì e le scuole chiuse del giovedì: perché è nella notte di ieri, venerdì, che arriva la cosiddetta «bomba d’ acqua». E i risultati si vedono quando le persone escono per andare al lavoro, o per portare i bimbi a scuola: le strade sgombre di giovedì mattina diventano subito miraggio. In piazza dell’ Alberone cede un pezzo di Roma carissimo ai romani: là nel quartiere Appio, infatti, crolla il leccio che nel 1986 sostituì «l’ alberone», una quercia che aveva oltre 250 anni d’ età. Il leccio si è schiantato al suolo ferendo una donna e, lievemente, una ragazzina di 13 anni. Il Codacons sull’ imminente apertura della metro C: «Bene per l’ apertura di domenica, ma il sindaco deve garantire che le stazioni della nuova linea funzionino anche in caso di maltempo…». Al. Cap.

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