16 Febbraio 2018

Voragine alla Balduina, ecco i primi indagati. Pirandola: “Serve trasparenza”

Le indagini proseguono senza sosta sul crollo di via Livio Andronico avvenuto mercoledì pomeriggio alla Balduina, quartiere della Roma bene, dove alcune auto in sosta sono state risucchiate in una voragine profonda una decina di metri. E ci sono già i primi due indagati. Infatti la procura di Roma, che procede per crollo colposo, ha iscritto nel registro degli indagati sia il rappresentante legale dei proprietari del terreno che quello della società responsabile del cantiere sottostante. Secondo i primi rilievi, le cause del crollo sarebbero state causate proprio dai lavori del cantiere, al momento sotto sequestro, anche se il procuratore aggiunto Nunzia D’ Elia e il sostituto Mario Dovinola sono in attesa di un’ informativa più dettagliata, che dovrebbe essere pronta già nelle prossime ore, oltre alla documentazione presente negli uffici del Comune e del Municipio XIV; comunque gli inquirenti incaricheranno nelle prossime ore due ingegneri e un geologo per stabilire con esattezza le cause. Tanti i punti interrogativi. Bisognerà capire se lo smottamento sia stato causato dall’ eventuale mancato apporto delle paratie del cantiere o dalle infiltrazioni di acqua segnalate recentemente in zona. Anche quella di ieri è stata una giornata intensa: i vigili del fuoco, intervenuti già in passato sullo stesso punto, hanno ripreso all’ alba le verifiche in via Livio Andronico insieme ai tecnici degli enti coinvolti. Secondo quanto è emerso, le attenzioni si sarebbero concentrate proprio sul cantiere sottostante alla strada, in cui c’ erano le fondamenta di un fabbricato in costruzione con garage. Ma la voragine, per la quale s’ è sfiorata una vera e propria tragedia, è entrata a gamba tesa nel dibattito politico. A chiedere trasparenza è stato Massimiliano Pirandola, consigliere municipale della Lista Storace, che ha scritto al minisindaco 5 Stelle Alfredo Campagna e al presidente dell’ Assemblea Andrea Maurizi per la convocazione di un consiglio d’ urgenza anche al fine di istituire una commissione di indagine speciale per “accertare come sono andati i fatti e per permettere alle persone evacuate dagli stabili prospicienti, di riacquistare quanto prima una vita dignitosa nelle loro case”. Invece il presidente della commissione Trasparenza, Davide Cecini, è stato sollecitato a convocare una serie di sedute per “avere dagli uffici tecnici tutte le informazioni sui permessi e le autorizzazioni dei lavori in corso, nonché di visionare le perizie e denunciarne gli eventuali illeciti. Infine – conclude Pirandola – di approfondire eventuali responsabilità anche attraverso le segnalazioni che da diversi giorni i cittadini avrebbero fatto circa la fuoriuscita dal terreno di acqua in maniera anomala, ma che non avrebbero ricevuto l’ adeguata attenzione”. Dal canto suo, il sindaco Virginia Raggi è ritornato sul posto parlando di “un crollo della paratia di un’ area di cantiere” e nonostante “la situazione sia grave, è tenuta sotto controllo”. Al momento circa 20 famiglie non possono rientrare nelle due palazzine sgomberate. I vigili del fuoco hanno prestato loro assistenza per entrare nelle abitazioni a prendere gli effetti personali. Per quanto riguarda questi residenti Raggi ha assicurato che, considerato “il protrarsi di questa inagibilità precauzionale, la Protezione civile sta già ricontattando tutti gli abitanti per capire se hanno disponibilità di una sistemazione propria oppure se saranno ospitati con il nostro sistema accoglienza”. Mentre Acea, l’ azienda che fornisce acqua ed energia elettrica a Roma, ha fatto sapere che “Acea Ato 2 ha constatato l’ ottimo stato delle tubature. Si presentano però troncate di netto, probabilmente per il forte impatto dovuto allo smottamento del terreno, ma in nessun modo corrose”. C’ è anche chi è pronto a una battaglia legale. L’ associazione Codacons ha annunciato “un’ azione risarcitoria collettiva per tutti gli abitanti di via Livio Andronico e del quartiere Balduina, finalizzata a ottenere il risarcimento dei danni per gli evidenti pericoli corsi”.

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