9 Ottobre 2015

Volkswagen, via alle perizie Indagini anche su altre auto

Volkswagen, via alle perizie Indagini anche su altre auto
inchiesta dieselgate, la procura accelera. arrivano altri esposti. lettera dei consumatori

VERONA Non solo le auto a marchio Volkswagen ma anche l’ intero parco dei veicoli commerciali prodotti e commercializzati dal colosso tedesco. E poi tutti i modelli Audi e Skoda. Sul caso Dieselgate la magistratura scaligera accelera. E, come annuncia il procuratore Mario Giulio Schinaia, «scatterà ora una serie di consulenze tecniche sulla corrispondenza o meno delle emissioni atmosferiche dichiarate ed effettivamente prodotte dai veicoli». In ballo, c’ è «la sussistenza o meno delle ipotesi di reato di truffa e frode in commercio» attualmente al vaglio degli inquirenti veronesi, competenti a indagare a livello nazionale in quanto in città ha sede Volkswagen Group Italia, filiale nazionale del gruppo: «Operativamente, da parte nostra, bisognerà adesso procedere al raffronto tra le emissioni dichiarate sulla carta e quelle riscontrate nei fatti. Per questo – spiega il capo della procura – si configura come fondamentale disporre tutte le verifiche necessarie ad appurare se tale discrepanza sussista oppure no». A indurre i pm scaligeri ad aprire un fascicolo è stata l’ iniziativa legale intrapresa dal Movimento di Difesa del cittadini che, a firma del vicepresidente Francesco Luongo,aveva depositato un esposto-denuncia ipotizzando non solo i reati di truffa e frode ma anche il disastro ambientale: «Esprimiamo grande soddisfazione per questa importante iniziativa giudiziaria adottata dalla procura veronese che potrà far luce realmente sui profili penali connessi allo scandalo Dieselgate – commenta l’ associazione -. In attesa dei risvolti definitivi della vicenda, ci auguriamo che lo scandalo porti a una riflessione e controlli ben più profondi per tutte le aziende, non solo per una questione di etica nei confronti dei consumatori finali, ma proprio per le ricadute sulla salute e sull’ ambiente a livello globale». Almeno per ora, Schinaia ritiene «difficilmente dimostrabile» il reato di disastro ambientale che, comunque, risulta tuttora contestato nell’ ambito del fascicolo aperto sull’ intera vicenda dal pm torinese Raffaele Guariniello. Entrambe le inchieste (le uniche due in Italia), risultano finora contro ignoti. All’ ex Mastino, intanto, stanno per arrivare altri esposti:«Li stiamo mettendo a punto in base alle numerose segnalazioni che continuano a giungerci dai cittadini – annuncia Stefano Fanini, coordinatore provinciale del Codacons -, dopodiché li presenteremo in tribunale a Verona». Anche Adiconsum riceve in questi giorni «numerose richieste di informazioni e assistenza dai tanti che hanno acquistato vetture a marchio Volkswagen – conferma Davide Cecchinato, presidente provinciale -. Tra i legali della nostra associazione, due giorni fa, si è svolto un vertice durante cui è stata predisposta una lettera ad hoc per illustrare a quanti si rivolgeranno a noi come tutelarsi e come procedere in concreto». Intanto Adoc (Associazione difesa orientamento dei consumatori) pone un’ ulteriore questione: «Le auto che verranno richiamate per essere messe in regola con le emissioni, quasi certamente non garantiranno più le stesse prestazioni di prima – avverte Giorgio Giacomini, referente provinciale -. Ovviamente, chiederemo subito i danni». Pare proprio che la bufera imperverserà ancora a lungo.
 

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