10 Febbraio 2017

Volkswagen, niente rimborsi alle vittime del Dieselgate «Ma non ci arrenderemo»

Volkswagen, niente rimborsi alle vittime del Dieselgate «Ma non ci arrenderemo»

    

VERONA S’ infiamma la protesta tra le migliaia di «vittime» del caso Dieselgate. Automobilisti che avevano acquistato un veicolo Volkswagen su cui, stando ai sospetti dell’ accusa, sarebbe stato installato un software trucca-emissioni. Soltanto a Verona sono già state depositate oltre duemila denunce, ma ce ne sono tantissime in ballo anche nel resto d’ Italia ed oltre confine. All’ ex Mastino è tuttora aperta una mega inchiesta e il pm Marco Zenatelli attende che il gip fissi l’ incidente probatorio. Nel frattempo, però, le vittime stanno ricevendo la risposta «picche» alle richieste di risarcimento finora giunte dai proprietari delle vetture Volkswagen coinvolte. «In effetti, finora l’ azienda sta negando qualsiasi rimborso – afferma Stefano Fanini, referente scaligero di Codacons -. Il nostro consiglio però è continuare a denunciare». Per il presidente di Adiconsum Verona Davide Cecchinato «non bisogna demordere, stanno negando i risarcimenti ma ci costituiremo parte civile in aula ». Anche le «legittime istanze di rimborso finora inoltrate dall’ ufficio legale dell’ Adico, hanno ricevuto per ora una risposta negativa da parte dell’ azienda e siamo spiazzati dalla posizione assunta dalla casa automobilistica tedesca – conferma Carlo Garofolini, presidente veneto dell’ associazione -. Volkswagen, siccome ha sostituito il software, o in certi casi ne ha programmato la sostituzione, ritiene di non avere altre incombenze. Invece crediamo che agli automobilisti debba essere riconosciuto anche un risarcimento per il danno subito dall’ acquisto di una vettura con caratteristiche diverse da quelle prospettate. Adico comunque non intende fermarsi qui. E, dopo aver invitato la casa automobilistica a un incontro senza ricevere per ora risposta, intende andare avanti perché siamo convinti di avere tutte le ragioni dalla nostra parte e non riteniamo giusto che una vicenda così grave si chiuda così, senza un risarcimento per chi ha subito comunque un danno». E monta la protesta.
LAURA TEDESCO

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