27 Settembre 2015

Volkswagen, Italia coinvolta

Volkswagen, Italia coinvolta

un milione di auto “truccate”. padoan: temo ricadute
ROMA Nell’ ultima puntata dello psicodramma Volkswagen la parola ricorrente è stata «preoccupazione». Si detta «abbastanza preoccupata» la Casa Bianca e anche l’ Unione Europea lo è a sufficienza, visto che promette nuovi test più efficaci e trasparenti sulle emissioni delle auto, e soprattutto è preoccupato il ministro dell’ Economia, Piercarlo Padoan, che teme «effetti sull’ industria italiana» per il crollo di fiducia che investe la casa di Wolfsburg. «Si tratta di un colpo – ha detto il ministro molto duro alla fiducia, un ingrediente fondamentale ma tra i più carenti durante la crisi». E in attesa di valutare l’ impatto del “Dieselgate” sul mercato dell’ auto, emerge che anche i consumatori italiani hanno di che lamentarsi: sarebbero un milione le auto manipolate vendute nel nostro Paese e sulle quali sarà necessario effettuare i controlli. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha un bel dire che «la vicenda della Volkswagen per la Germania è devastante al di là dei suoi risvolti economici: tutto dobbiamo manifestare tranne che la Schadenfreude, cioè la felicità per le disavventure dei tuoi competitori»: di fatto oggi più che la gioia per le sciagure altrui emerge rabbia per l’ aggiramento dei controlli, col Codacons che si spinge a chiedere il blocco della vendita di vetture diesel della Volkswagen in Italia, come ha già fatto la Svizzera. E i responsabili (almeno morali, oltre che politici) del dieselgate non siedono solo a Wolfsburg o a Berlino: da un’ inchiesta del Financial Times emerge che i vertici dell’ Unione Europea erano già stati avvertiti da almeno due anni del pericolo che software installati clandestinamente sulle vetture potessero “addomesticare” i dati sulle emissioni. Un colpo severo alla credibilità delle istituzioni comunitarie, anche le conseguenze peggiori in termini di immagine restano, ovviamente, quelle che sta subendo la casa automobilistica tedesca. Ieri il gruppo Volkswagen ha annunciato che presenterà a breve un piano per eliminare da 11 milioni di auto i dispositivi con cui ha truccato i test sulle emissioni. Un portavoce ha precisato che la misura sarà gratuita per i proprietari delle auto. «I costi – ha detto – sono enormi, ma come è del tutto comprensibile non ricadranno sui clienti». La società ritiene che a partire dalla prossima settimana le concessionarie saranno in grado di comunicare ai clienti le date specifiche per la revisione. Volkswagen è in contatto con le autorità di tutti i Paesi in cui sono stati venduti i veicoli in questione, ha aggiunto il portavoce.
 

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