Volkswagen, indagati anche i vertici italiani
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fonte:
- Gazzetta di Parma
l’ ipotesi è frode in commercio. l’ azienda: «collaboriamo»
VERONA Roberto Nardi II La tempesta del dieselgate che sconquassa il mondo si abbatte anche su Volkswagen Italia, a Verona, dove di prima mattina ha suonato la Guardia di Finanza. In mano un decreto di perquisizione firmato dalla procura scaligera con l’ ordine di procedere all’ individuazione e al sequestro di «documentazione e supporti informatici» relativi alla commercializzazione dei veicoli fino al 30 settembre 2015. Le fiamme gialle, alla stessa ora, si sono presentate alla Lamborghini, che fa parte del gruppo tedesco, a Sant’ Agata Bolognese. Sei gli indagati: il presidente del Cda Luca De Meo, l’ ad e direttore generale Massimo Nordio, Paolo Toba, consigliere delegato dal 31 agosto, Annamaria Borrega, procuratore dal settembre 2006 e rappresentante del gruppo, Rupert Johann Stadler, presidente del Cda di Volkswagen Italia dall’ aprile 2013 al giugno 2015, Michael Alexander Obrowski, consigliere delegato dall’ aprile 2013 all’ agosto scorso. Indagati -scrive il pm Marco Zenatelli – «in relazione alla commercializzazione» di auto dei marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda e Volkswagen Veicoli Commerciali «aventi caratteristiche differenti, in senso negativo, rispetto a quelle dichiarate». Mercoledì Nordio, in audizione davanti alle commissioni Ambiente e Industria al Senato, aveva assicurato che la vicenda dei motori diesel truccati non avrebbe cambiato il piano di investimenti previsto per l’ Italia dal gruppo tedesco. E aveva detto, tra l’ altro, che in Italia sono stati «sospesi» dalla rete di vendita «1.300 veicoli in viaprecauzionale fino a che non verrà fatta chiarezza». Ieri la doccia fredda delle perquisizioni, mentre dalla Germania arrivava la notizia che sono 8,5 mln le auto diesel Vw richiamate nell’ Ue. In avvio di indagini ilprocuratore capo Mario Giulio Schinaia aveva indicato che l’ ipotesi dell’ inchiesta scaligera riguarda la frode in commercio. Le auto in Italia sulle quali sarebbestatamontatalacentralina elettronica al centro dello scandalo sarebbero 645 mila. La procura pare voglia capire se la filiale italiana del gruppo tedesco fosse a conoscenza o meno dei «trucchi» adottati in altre sedi per alterare i valori degli scarichi delle auto diesel. In una nota l’ azienda precisa che «Volkswagen Group Italia e Automobili Lamborghini hanno collaborato, e continueranno a collaborare, con la massima trasparenza e apertura». Chi esulta, per ora, è il Codacons: «E’ stata accolta in pieno la nostra istanza».•
roberto nardi
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