11 Agosto 2016

Volkswagen e scandalo emissioni La procura travolta dalle denunce

Volkswagen e scandalo emissioni La procura travolta dalle denunce
dieselgate,
dopo la stangata dall’ antitrust il colosso dovrà fronteggiare una
valanga di querele: finora oltre 500 da tutta italia. ma adiconsum e
codacons: «migliaia in arrivo»

VERONA Inchiesta Dieselgate e scandalo emissioni «truccate»: non c’ è pace per Volkswagen Group Italia (che ha sede in via Gumpert al Quadrante Europa) e Volkswagen AG. È di questi giorni la «stangata» da 5 milioni di euro inflitta dall’ Antitrust italiana al colosso automobilistico «responsabile di fornire un risultato delle emissioni ossidi di azoto più basso di quello ottenibile nel normale utilizzo del veicolo su strada». Il gruppo ha immediatamente annunciato ricorso al Tar, ma intanto il Dipartimento di Giustizia statunitense ha appena imposto a Volkswagen un accordo da 14,7 miliardi di dollari per chiudere i contenziosi scattati oltreoceano, mentre in Germania è ora stato dato il nullaosta a una mega class action. Ma anche a Verona, sede italiana del gruppo e dunque della procura a cui spetta la competenza a indagare sulla vicenda per quanto riguarda l’ intero territorio italiano, le novità non mancano. Tutt’ altro: a distanza di dieci mesi esatti dall’ apertura dell’ inchiesta su iniziativa del pm Marco Zenatelli, al momento oltrepassa quota 500 il totale delle denunce giunte da automobilisti di tutta Italia per il reato di frode in commercio, lo stesso ipotizzato dal pm nel fascicolo principale che vede iscritti nel registro degli indagati il presidente del consiglio di amministrazione Luca De Meo; l’ amministratore delegato e direttore generale Massimo Nordio; il consigliere delegato dal 31 agosto 2015, Paolo Toba; il procuratore dal settembre 2006 e rappresentante del gruppo, Annamaria Borrega; il presidente del Cda di Volkswagen Italia dall’ aprile 2013 al giugno 2015, Rupert Johann Stadler; il consigliere delegato dall’ aprile 2013 all’ agosto scorso, Michael Alexander Obrowski. Tutti sotto accusa «in relazione alla commercializzazione di auto dei marchi Volkswagen, Audi , Seat , Skoda e Volkswagen Veicoli Commerciali aventi caratteristiche differenti, in senso negativo, rispetto a quelle dichiarate», scriveva il magistrato nel decreto di perquisizione e sequestro notificato lo scorso ottobre. Da subito incentrate sull’ analisi della complessa e cospicua documentazione cartacea ma soprattutto informatica acquisita dieci mesi fa nelle perquisizioni, le quanto mai complesse indagini si stanno incentrando sui circa 750mila veicoli commercializzati dal colosso in Italia tra il 2009 e il 2015: dopo aver fatto punto nelle scorse settimane all’ Eurojust,l’ organismo dell’ Ue che coordina la giustizia penale, con i magistrati degli altri Paesi europei coinvolti nel Dieselgate, il pm Zenatelli oltre ad attendere il deposito della mega consulenza informatica sui circa 6 tera di dati archiviati nella «camionata» di file sequestrati dai pc del colosso automobilistico, ha inoltre disposto un’ ulteriore consulenza tecnica sulle vetture per accertare la presenza o meno del software contestato. E intanto le associazioni dei consumatori affilano le unghie: «Finché l’ inchiesta è aperta, c’ è ancora tutto il tempo per presentare denuncia. Siamo a disposizione per tutelare gli automobilisti coinvolti e finora – rivela l’ avvocato Stefano Fanini, responsabile dell’ ufficio legale di Codacons Veneto – abbiamo già patrocinato oltre 200 denunce dall’ intera regione». Gli fa eco il presidente di Adiconsum Verona Davide Cecchinato: «Finora abbiamo presentato moltissime querele per altrettanti cittadini che si sono rivolti a noi da tutta Italia, ma anche alla luce della sanzione da 5 milioni di euro appena comminata dall’ Antitrust, le denunce potranno verosimilmente diventare migliaia visto l’ enorme quantitativo di persone interessate dalla vicenda». Basti pensare che soltanto da Torino gli avvocati Giorgio Faccio e Giulia Bertolone hanno presentato a Verona oltre 300 denunce, mentre da Massa Carrara è giunta una mega querela da Federconsumatori per conto di svariate decine di associati locali. E c’ è già chi preannuncia una maxi class action su scala nazionale.
 
 

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