Volkswagen, diffida ambientalista «I Comuni fermino le auto truccate»
altri manager nel mirino. i media tedeschi: inganno sistematico
Alessia Gozzi ROMA UNA DIFFIDA ai ministeri dei Trasporti e della Salute affinché «obblighino gli 8mila Comuni d’ Italia ad adoperarsi da subito per garantire il pieno rispetto dei piani antismog e bloccare la circolazione delle auto diesel Volkswagen inquinanti». Il fronte ambientale è aperto in Italia dal Codacons, che chiede conto ai ministeri competenti del rispetto delle norme antismog delle auto ‘incriminate’. Dopo la frode in commercio e le conseguenti azioni risarcitorie, si pone ora l’ accento su ambiente e tutela dalla salute umana, che potrebbe portare al blocco della circolazione di migliaia e migliaia di auto diesel Volkswagen nel nostro Paese. I PIANI antismog varati da Comuni e Regioni prevedono il divieto di circolazione in determinate aree per automobili benzina e diesel particolarmente inquinanti – spiega l’ associazione – . Per le vetture diesel il blocco riguarda quasi ovunque i motori Euro 0, Euro 1, Euro 2, mentre la Regione Emilia-Romagna è andata oltre, estendendolo anche ai diesel euro 3. Il Comitato per la difesa dei consumatori chiede che, nel caso «le auto diesel Volkswagen vendute in Italia e coinvolte nello scandalo sulle emissioni non rispettino i limiti imposti da Regioni e Comuni, la loro circolazione venga immediatamente vietata». Intanto, il ministero dei Trasporti ha annunciato che verranno fatte verifiche a campione su tutte le auto diesel Euro 5 di diverse case automobilistiche (nel mirino oltre 1,3 milioni di macchine) per verificare se altri abbiano usato meccanismi truffaldini. Ma la pubblicazione dei risultati non avverrà comunque prima di maggio 2016. UNA PARTITA fondamentale si gioca in campo europeo: il caso Volkswagen arriverà sul tavolo tecnico della commissione Ue martedì prossimo e, sull’ onda dello scandalo, potrebbe accelerare l’ introduzione dei nuovi test Rde ( Real drive emission), cioè la verifica delle emissioni non in laboratorio ma in normali condizioni di guida. Dall’ altra parte della barricata, c’ è un’ azienda che prova ad arginare il disastro. Il presidente designato di Volkswagen, Hans Dieter Poetsch, parla di «minaccia per il futuro» del gruppo mentre – secondo la stampa tedesca – è in corso un’ indagine interna a Wolfsburg, che potrebbe colpire altri manager dopo il dimissionario Martin Winterkorn. Del resto, «la tesi che si sia trattato dell’ opera di un paio di tecnici criminali non è sostenibile», spiega una fonte del consiglio di sorveglianza. Il gruppo ha «sistematicamente ingannato clienti e istituzioni». MA C’ È anche il futuro della tecnologia diesel, con i produttori puniti da pesanti ribassi sui mercati dall’ inizio dell’ anno. Tuttavia, secondo l’ ad di Eni, Claudio Descalzi, «il problema non è il diesel, ma la capacità di ridurre le emissioni, quindi non si può dire che il diesel scomparirà», anche perché si parla di «tantissimi veicoli (in 15-18 anni il numero è cresciuto dal 14% al 41% in Europa) e posti di lavoro». Ma sottolinea anche che «l’ Europa raffina più benzina, mentre il diesel lo importiamo». Dunque, da un eventuale calo andrebbe a tutto vantaggio della raffinazione europea.
alessia gozzi
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