26 Settembre 2015

Volkswagen, con Guariniello indaga Spataro

Volkswagen, con Guariniello indaga Spataro

L’ inchiesta sul caso Volkswagen è delicatissima e gli accertamenti potrebbero richiedere tempi lunghi: e il fascicolo in cui si ipotizzano i reati di disastro ambientale e frode in commercio, aperto dal pm Raffaele Guariniello, è cointestato anche al procuratore della Repubblica di Torino Armando Spataro. E, in un comunicato stampa, proprio Spataro specifica che quelli in corso sono accertamenti preliminari «anche finalizzati alla verifica della competenza territoriale di questo ufficio in ordine a eventuali ipotesi di reato». Potrebbe dunque profilarsi un lungo percorso e la doppia titolarità del fascicolo è funzionale anche ad assicurare una continuità in vista del futuro pensionamento di Guariniello. Controlli a campione Sulla vicenda sono già stati annunciati dal ministro Graziano Delrio controlli a campione su 8 mila veicoli in Italia (costeranno 8 milioni di euro) e ci sono associazioni di consumatori che hanno già annunciato esposti in tutta Italia. Guariniello è stato il primo a muoversi e il Codacons ha lanciato un’ azione collettiva, sottolineando che i cittadini interessati possono far valere già ora la loro posizione di soggetto offeso costituendosi davanti alla procura di Torino. Ma se Guariniello, che da molti anni si occupa dei temi della salute e della sicurezza ambientale e dei luoghi di lavoro, è stato il primo a muoversi, non è detto che non lo facciano anche altre procure in Italia. I test In attesa di capire a chi andranno le carte, non sono stati sentiti i vertici di Volkswagen Italia. E gli accertamenti annunciati riguarderanno comunque anche altre marche, non solo quelle della casa tedesca travolta in questi giorni dalla truffa dei test e dal software «truccato» delle centraline che controllavano le emissioni. Quello che anche in Italia, come nel resto d’ Europa, bisognerà appurare, è se i veicoli con le centraline truccate siano state immesse nel mercato e, in quel caso, se le emissioni inquinanti realmente rilasciate corrispondano ai valori dichiarati e documentati nei test. Per le verifiche, la procura si avvale della collaborazione dei carabinieri del Nas e di un gruppo di esperti del Politecnico.
paola italiano

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