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15 Marzo 2019

Voli verso Cagliari cancellati: biglietti mai rimborsati

segue dalla prima Una famiglia perugina di tre persone aspetta dallo scorso giugno il rimborso del volo Perugia-Cagliari per il quale, con biglietto di andata e ritorno, avevano pagato 650 euro. La compagnia AliBluMalta, senza specificare alcuna causa, ha annullato entrambi i viaggi, lasciando a piedi la famiglia che aveva prenotato una settimana di vacanza in Sardegna. «Queste persone sono poi riuscite a partire spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria ma sono stati costretti a prendere un altro volo, pagando un secondo biglietto». Alla signora che aveva curato la prenotazione lasciando i propri recapiti, la compagnia ha però inviato una mail con la quale si assicurava il rimborso dei 650 euro pagati per il biglietto. Messaggio che ora è sul tavolo dell’ avvocato del Codacons, Simona Boldrini, che sta seguendo il caso per ora puntando a una soluzione extra giudiziale. «Ci riserviamo di capire bene le responsabilità di tale cancellazione», aggiunge Carla Falcinelli. In una mail inviata ai clienti, all’ epoca la compagnia parlò di riprogrammazione indipendente dalla loro volontà. Una situazione simile si è ripetuta ad agosto quando un intero gruppo di vacanzieri è rimasto a Perugia, appiedato della stessa compagnia maltese. Tra questi, uno ragazzo si è rivolto all’ associazione per tentare di recuperare il prezzo del biglietto, pari a 300 euro per persona. «In questo caso AliBlueMalta ha rifiutato il rimborso perché sostengono che il volo non è partito per causa dipendente da loro». Aspetto ribadito anche in relazione a un altro collegamento saltato, quello Trapani-Cagliari, rispetto al quale la compagnia parlava di cancellazione dipesa da fattori esterni alla compagnia. Non si capisce a questo punto di chi sia la responsabilità anche se il regolamento Ue 261/2004 dispone chiaramente che in caso di cancellazione, ritardo o overbooking, ai passeggeri spetta un rimborso da 250 a 600 euro. «Spesso la corsa ai biglietti low cost spinge molti turisti ad acquistare con largo anticipo i biglietti aggiunge Carla Falcinelli ma invitiamo a valutare bene di che tipo di compagnia si tratta e a stampare tutto il biglietto, comprese le clausole e il contratto annesso per poter far valere il diritto al rimborso». Intanto, oggi pomeriggio l’ associazione vedrà un altro passeggero tradito del gruppo mai partito lo scorso agosto. «Se si presentano più persone lamentando lo stesso problema, si potrebbe avviare una class action per riavere i soldi dei biglietti». Ancora irrisolta la vicenda del rimborso chiesto da una famiglia perugina che, con una bimba piccola al seguito, per rientrare da Atene Ryanair ha costretto a volare per un giorno intero. «Dalla Grecia sono stati imbarcati su un aereo verso Londra e da lì sono ripartiti verso Roma ricorda la presidente Falcinelli con un tempo di rientro a Perugia di 24 ore circa. Abbiamo scritto più volte senza ottenere alcuna risposta e secondo i nostri legali non rimane che la causa». La compagnia irlandese non ha mai risposto neanche a quei perugini che nel settembre 2017 sono stati lasciati a piedi a Catania costringendo alcuni di loro a un rientro da incubo in autobus. Fabio Nucci.

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