20 Ottobre 2009

VOLI STATO: BERLUSCONI; TRIBUNALE MINISTRI ARCHIVIA

     
    IL CODACONS: CI RIVOLGIAMO ALLA COMMISSIONE EUROPEA. VIOLATE LE DISPOSIZIONI COMUNITARIE

     

    Un esposto alla Commissione Europea come risposta all’archiviazione decisa oggi dal Tribunale dei Ministri per la nota vicenda dei voli di Stato. Lo annuncia il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che non condivide la decisione odierna del Tribunale.
    A fondamento della denuncia l’associazione sottolinea nell’esposto la gravità delle ripercussioni che la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 luglio 2008 (quella relativa all’utilizzo dei cosiddetti “Voli di Stato”) ha avuto e continua ad avere sulle casse dello Stato, determinando un aumento spropositato ed illegittimo dei voli, ed esponendo lo Stato italiano al rischio di pesanti sanzioni da parte della Commissione Europea. 
    Quanto al primo profilo, il Codacons denuncia la triplicazione nell’arco di un anno del numero di ore di volo effettuate dagli aerei di Stato, con conseguente aumento di spesa per lo Stato Italiano da 23 milioni di euro (con il Governo Prodi) ad oltre 60 milioni di euro. Ad esempio a gennaio 2008 sarebbero state effettuate 153 ore di volo dedicate al trasferimento di autorità, nel gennaio 2009 370; a febbraio 2009 si è passati da 176 ore a 468; a marzo, da 183 ore a 510; ad aprile, da 124 ore a 471. A conclusione del 2009, si potrebbe raggiungere la cifra macroscopica di oltre 5.600 ore di volo, più di 15 ore di volo al giorno.
    Ciò mette in luce un’ulteriore grave violazione comunitaria in cui è incorsa la nostra Repubblica: quella del “Patto di stabilità e crescita”, alla base del quale vi è l’esigenza di assicurare una gestione sana delle finanze pubbliche nell’area dell’euro, al fine di evitare che una politica di bilancio lassista di uno Stato membro penalizzi gli altri Stati membri e mini la fiducia nella stabilità economica dell’area dell’euro.
    La Commissione Europea, inoltre, ha sottolineato come l’importanza della qualificazione degli aeromobili come “civili” o “di Stato” sia fondamentale ai fini dell’individuazione della disciplina da applicare ai voli aerei. L’ammissione di “personale estraneo alla delegazione” sugli aeromobili di Stato comporta quantomeno il crearsi di una situazione di indeterminatezza, che non consente di stabilire se l’aeromobile impiegato tanto da componenti delle delegazioni delle missioni istituzionali, quanto da personale estraneo alle suddette delegazioni, stia o meno adempiendo a servizi di Stato e soprattutto se sia soggetto soltanto alla normativa nazionale, oppure se, svolgendo (anche) finalità civili debba ritenersi soggetto alla disciplina comunitaria ed internazionale.
    Il Codacons denuncia infine la questione della sicurezza. Tutta la normativa europea appare ispirata dalla finalità di assicurare un controllo penetrante ed effettivo sull’accesso a bordo degli aeromobili, in modo tale da garantire un livello alto di sicurezza a bordo. Per la vicenda dei voli di Stato italiani, invece, è stato reso di fatto impossibile qualunque tipo di controllo sui soggetti autorizzati all’imbarco. Ad oggi, infatti, non ci è ancora dato di sapere chi siano stati tali soggetti e su quali basi sia stato dato accesso ai medesimi sui voli di Stato!
    Per tali motivi il Codacons ha chiesto l’intervento della Commissione Europea.

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