VOLI STATO: BERLUSCONI NEL REGISTRO INDAGATI
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fonte:
- Virgilio notizie
La questione dell’uso dei voli di Stato potrebbe avere non solo una appendice politica (le interrogazioni dell’opposizione presentate alla Camera). Si e’ infatti appreso ufficialmente, dopo le voci che erano circolate ieri pomeriggio, che Silvio Berlusconi e’ stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’impiego di velivoli dell’Aeronautica militare per trasferite in Sardegna, il 24 maggio 2008, alcuni ospiti del premier a Villa Certosa. L’iscrizione, secondo fonti giudiziarie, e’ un atto dovuto per ”abuso di ufficio” a cui potrebbe seguire una rapida archiviazione. Era stata l’associazione di consumatori Codacons a fare un esposto alla magistratura. ”Sono nella tranquillita’ piu’ assoluta perche’ abbiamo seguito le regole”, ha detto Berlusconi nel corso della trasmissione tv ”Porta a Porta” di ieri sera. ”Si tratta di cose molto meschine perche’ un premier e’ costretto per ragioni di sicurezza a usare voli di Stato. E se qualche volta su questi aerei c’e’ qualche passeggero in piu’ non costa una lira perche’ l’aereo e’ gia’ impiegato in quel tragitto”, ci ha tenuto a precisare inoltre il presidente del Consiglio. Dell’utilizzo dei voli di Stato si occupa anche il numero in edicola oggi del settimanale ”l’Espresso”: in un servizio si sostiene che le ore di volo effettuate dagli aerei dell’Aeronautica militare a disposizione dei premier sono raddoppiate da quando Berlusconi e’ tornato a Palazzo Chigi un anno fa. Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, difende il presidente del Consiglio sostenendo che Berlusconi, pur avendo a disposizione una flotta privata, deve usare i voli di Stato per motivi di sicurezza. Roberto Calderoli, ministro leghista per la Semplificazione legislativa, parla di ”un polverone fatto ad arte per evitare che si parli del lavoro svolto dal governo”. E’ stato comunque lo stesso Berlusconi a difendersi ieri sera a ”Porta a Porta” su tutte le questioni di attualita’ (dal caso Mills alla vicenda Noemi alle polemiche con la stampa estera). Il premier ha pure escluso di voler andare a elezioni anticipate per aumentare la forza del suo governo chiedendo un esplicito mandato agli elettori per alcune riforme costituzionali Sul ”caso Noemi” ha precisato: ”Ci ritornerei a quella festa, visto che avevo fatto una promessa e io tutte le promesse le mantengo. Il resto sono cose assolutamente inventate, nulla di cui pentirsi, nulla di piccante”. Il premier ha escluso incomprensioni con la Lega e ha sferrato un duro attacco all’opposizione: ”Conteranno zero in Europa, sono destinati a restare da soli perche’ sono stati incapaci, per le loro divisioni interne, di andare di qua o di la’ e il voto a loro e’ sprecato”. Berlusconi ha infiene confermato che il Pdl dalla prossima settimana iniziera’ le raccolte delle firme su una legge di iniziativa popolare che propone la riduzione del numero dei parlamentari. L’idea era stata avanzata dallo stesso presidente del Consiglio nelle scorse settimane. Sul fronte del Pd, la notizia piu’ rilevante e’ l’annuncio fatto da Dario Franceschini e Piero Fassino sulla collocazione degli eletti del partito nel Parlamento europeo. E’ stato trovato un accordo con i partiti del Partito del socialismo europeo (Pse): si chiamera’ Alleanza dei socialisti e dei democratici il gruppo al Parlamento di Bruxelles permettendo cosi’ l’adesione della ventina di eletti del Pd italiano. ”Ho visto quasi tutti i leader dei grandi partiti europei riformisti, da Gordon Brown a Zapatero, e siamo a un passo dalla soluzione migliore. Vale a dire dalla formazione di un gruppo che sia l’alleanza tra socialisti e non socialisti, una casa che metta insieme tutte le forze riformiste europee”, ha precisato Franceschini. Secondo il segretario del Pd, anche le organizzazioni internazionali che si richiamano al socialismo (Pse, Internazionale socialista) dovrebbero inserire la parola ”progressista” al posto di quella ”socialista” in modo da dare spazio al Partito democratico degli Stati Uniti e al Partito del congresso dell’India. L’annuncio di Franceschini e Fassino non convince pero’ tutto il Pd. Per Gianni Vernetti, ex sottosegretario agli Esteri del governo Prodi, deputato del Pd: ”Si tratta di un ingresso nell’eurogruppo socialista con un mero cambio di nome. Cosi’ facendo commetteremmo un errore, provocheremmo un danno, assesteremmo un colpo durissimo alle ambizioni del Pd”. Uguali perplessita’ sono state manifestate da Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Paolo Gentiloni. Il problema della collocazione degli eletti piddini a Bruxelles resta percio’ aperto.
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