Voli poco sicuri
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fonte:
- Corriere della Sera
Wind Jet licenzia la compagnia croata
E adesso il dado è tratto. Il divieto sulla pubblicazione della “lista nera“ dei voli arginato. Partendo da un`intuizione: “Se le autorità dei cieli non possono fare nomi, beh, ci pensiamo noi…“. L`amministratore delegato della Wind Jet Stefano Rantuccio ha annunciato ieri di aver interrotto la collaborazione ( wet-lease ) con la compagnia croata Air Adriatic. Motivo? “Disservizi tali da non poter più considerare il suo standard operativo equivalente al nostro“. Vale a dire: motivi organizzativi (controlli? manutenzione?) e tecnici (qualità della flotta?) tali da non garantire un adeguato livello di sicurezza alla compagnia low cost che noleggia gli Md80 croati per volare in Italia ed Europa. La decisione è stata presa dopo alcuni controlli. Un consulto con l`Ente dell`aviazione civile. E la decisione da oggi sarà operativa. Quando un nuovo “divorzio“ potrebbe essere sancito: anche l`italiana My Way, potrebbe interrompere il rapporto di collaborazione con Air Adriatic, benedetto dalla “lista bianca“. L`escamotage della Wind Jet è arrivata al termine di una giornata che ha visto allargarsi il fronte del “sì“ al cambiamento delle regole che governano la sicurezza dei cieli. “La lista nera deve essere pubblica – afferma il direttore generale dell`Associazione dei tour operator italiani, Alberto Corti -. Ma come negli Usa è anche indispensabile una pagella comprensibile da tutti“. Per Astoi “questa confusione rischia di fare male a tutti“, compagnie di serie A e B. “Charter non è sinonimo di insicurezza: indica un contratto, non una macchina. La differenza sta nella compagnia“. E il pensiero va ai 5 Paesi classificati nel secondo livello dalla Federal Aviation Administration (Argentina, Bangladesh, Bulgaria, Serbia, Ucraina) e alle loro 17 compagnie che volano anche in Italia. Spiega Corti: “Neppure noi conosciamo la lista nera. Ma dopo che ci viene comunicato un qualsiasi blocco, ci pensiamo due volte a tornare a quel vettore“. Però non basta: “Serve una classificazione, anche in aerei di linea e charter“. Una pagella della compagnia con cui è firmato il contratto: “Ma anche delle “supplenti“: indicheremo sui nostri cataloghi il sito dell`Enac“. Quanto ai tour operator che non danno informazioni sulla compagnia: “Sono pochi, ma ci impegniamo a monitorarli. Fanno male a tutti“. Parole sante anche per alcune compagnie aeree. Come la African Safari Airways: “Il nostro nome è così simile a quello di una compagnia fallita che ci confondono: serve chiarezza“, dice Monica Micheli, responsabile per l`Italia. Anche dalla Biman Bangladesh Airlines (il Bangladesh è classificato dalla Faa di secondo livello), concordano: “Le informazioni devono riguardare la compagnia“. E per quei passeggeri che hanno comprato un biglietto da un vettore a rischio, il Codacons chiede il rimborso: “Ma non senza la pubblicazione della lista con gli aerei di serie A e B“.
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Tags: black list, charter, Palermo, sicurezza
