Voli in subappalto, Alitalia indagata
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fonte:
- La Stampa
Poca trasparenza Dietro le sigle di molte compagnie si nascondono contratti con altri operatori L’ Atr finito fuori pista durante un atterraggio a Fiumicino Colpo di scena: il fuoripista di Fiumicino ha fatto venire allo scoperto la questione dei voli in subappalto, ma con livrea della compagnia di bandiera. Accadeva sull’ Ancona-Roma fino a metà gennaio, poi al Pisa-Roma e al Bologna-Roma. E sul Rimini-Roma c’ era addirittura un subappalto del subappalto, avendo l’ Alitalia affidato la tratta alla svizzera Darwin Airlines, e questa ultimamente si appoggiava a un aereo con equipaggio rumeno della Carpatair. Di qui le proteste di molti clienti, veicolate dal Codacons. Ieri la procura di Civitavecchia ha iscritto i vertici dell’ Alitalia nel registro degli indagati con l’ accusa di frode in commercio. In gergo il subappalto lo chiamano «wet lease». Ma questo non piccolo particolare lo nascondono. Che il volo Pisa-Roma fosse della Carpatair, ad esempio, lo si poteva evincere solo dalla sigla V3 e non Az (che nelle sigle internazionali segnala una compagnia piuttosto che un’ altra). Dall’ Alitalia si difendono sostenendo di avere rispettato pienamente la «normativa Iata nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di “wet lease” o di “code-sharing”, così come fanno oltre 100 compagnie». Eppure – confermava ieri il direttore generale del ministero dei Trasporti, Mario Pelosi – «molti passeggeri che volavano da Pisa sabato scorso pensavano di volare con Alitalia. L’ utente deve sapere la verità, i passeggeri devono essere informati. Non credo ci sia stato un abuso, ma è una questione di rispetto della controparte, di carattere etico e morale». Il dirigente del ministero dei Trasporti non fa mistero del suo disappunto per questa storia da cui l’ Alitalia esce con l’ immagine a pezzi. Ci si aspettava dalla compagnia «una disponibilità ad aprire nuove rotte e non a chiedere solo “code sharing” per mettere un’ etichetta su un biglietto». L’ intera strategia Alitalia l’ ha deluso. «Mi aspettavo un’ azione più temeraria per dare impulso al trasporto aereo, ma così non è stato». Non solo. «Laddove si opera in “wet lease” bisogna essere certi, anzi più che certi, a chi si affida un servizio». Poi, certo, «l’ imprevisto è l’ imprevisto», ma è essenziale che ci sia «da parte degli organi deputati un’ attenta vigilanza delle compagnie e che non sia mai messa in pregiudizio la sicurezza». Quanto al fuoripista vera e proprio, a Civitavecchia sono cominciate le perizie. Le scatole nere sono state sbobinate. Ma per le conclusioni ci vorrà tempo. «Le cause dell’ incidente non saranno individuate in pochissimo tempo», avverte il presidente dell’ Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, Bruno Franchi. Nel frattempo il contratto con Carpatair resta sospeso. Resta cruciale la sbobinatura dei colloqui tra pilota e torre di controllo nella fase di avvicinamento allo scalo. Carpatair nei giorni scorsi ha sostenuto che i piloti non fossero stati informati a dovere delle proibitive condizioni meteo. «Escludo replica l’ amministratore unico dell’ Enav, Massimo Garbini che ci sia stato un problema legato alla comunicazione del meteo. Tutti i dati necessari a una buona condotta del volo sono stati forniti come sempre». L’ inchiesta dopo il fuoripista a Fiumicino I vertici della società: «Tutto regolare»
francesco grignetti roma
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