5 Giugno 2009

Voli di Stato, il premier: tutto regolare

DA ROMA G li aerei di Stato sono stati usati per motivi di sicurezza e «il presidente del Consiglio ha la libertà di invitare chiunque», perché ciò «non aumenta di un euro il costo del viaggio». Tutte a carico del premier sono inoltre le spese, molto ingenti, per l’ospitalità di capi di Stato e di governo, con familiari e delegazioni, a Villa Certosa. Ecco il motivo per cui «non c’è alcun abuso d’ufficio », secondo Silvio Berlusconi, e l’inchiesta della procura di Roma sul presunto utilizzo improprio dei velivoli ‘blu’ è destinata a «sicura archiviazione ». I pm chiederanno al tribunale dei ministri di identificare gli ospiti dei voli e chi ha autorizzato i piani di volo.  Ma per il premier si tratta di un «caso risibile», visto che c’è stato un esposto del Codacons e quindi la sua iscrizione tra gli indagati «è obbligata ». Ma ha aggiunto Berlusconi la vicenda «dimostra la meschinità dell’opposizione nel dire che il presidente del Consiglio non può prendere i voli di Stato, essendo stato oggetto di 39 minacce di morte». Il centrosinistra, però, va all’attacco. «Io non so se ci sia reato, lo accerterà la magistratura ha spiegato il segretario del Pd Dario Franceschini ma allargare i voli di Stato ad amici e conoscenti è un problema di serietà e moralità della politica». E pensare, ha proseguito, che «in Inghilterra un ministro si è dimesso perché il marito aveva comprato in albergo un filmino che non si sa se era porno… ». Romano Prodi, sponsor elettorale del Pd, ha ricordato di avere, durante il suo ultimo governo, fortemente limitato il ricorso agli aerei militari, mentre ora «hanno cambiato la legge e i voli di Stato sono molto aumentati» e «se c’è stato un uso improprio, vuol dire che la legge del Principe è diversa da quella del Popolo ». La replica è firmata dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, il quale, citando come fonte il capo di Stato maggiore Camporini, ha riferito che durante l’ultimo governo Prodi, dopo il caso di Rutelli e Mastella volati a Monza con l’aereo di Stato per il Gran Premio di Formula 1, «i voli erano stati azzerati, ma poiché gli aerei devono fare un certo numero di ore di volo, erano costretti a volare a vuoto… ». Dalla polemica si sfila il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: «Non sono accecato dai bagliori della campagna elettorale, la competenza dei voli di Stato è di Gianni Letta, che ho sempre considerato un galantuomo».

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