10 Giugno 2009

Voli di Stato, il premier batte i consumatori respinto il ricorso del codacons

Il Consiglio di Stato: la "direttiva Berlusconi" non lede interessi pubblici. L’associazione: danni veri, all’immagine del Paese

Roma.  Il Consiglio di Stato ha respinto ieri il ricorso del Codacons sull’ultima direttiva introdotta dal governo Berlusconi nel luglio 2008 che disciplina i voli di Stato. Direttiva di cui in questi giorni molto si era discusso in relazione ai viaggi su aerei militari di alcuni ospiti del premier. Il Pd, come si ricorderà, aveva segnalato che i voli erano triplicati rispetto ai tempi del governo Prodi. Ma ieri Berlusconi ha incassato un primo successo. La quarta sezione dei giudici di Palazzo Spada hanno confermato la decisione presa precedentemente dal Tar del Lazio tenuto conto – è scritto nell’ordinanza – che «da un lato, alcuna prova è stata offerta a dimostrazione del concreto ed attuale pregiudizio che deriverebbe, in maniera grave ed irreparabile, dal protrarsi dell’ordinaria applicazione della direttiva contestata e, dall’altro, che, nel bilanciamento degli interessi in contrapposizione, appare prevalente garantire, in ogni caso, tutela a quello pubblico teso ad evitare soluzioni di continuità del trasporto aereo di Stato». Con l’ordinanza, firmata dal relatore Guido Romano e dal presidente Luigi Cossu, i supremi giudici amministrativi sostengono che «non sembrano emergere elementi sufficienti per pervenire, in tema di danno, a valutazioni diverse da quelle» del Tar del Lazio. Viene però riservata in sede di merito ogni decisione sulle questioni di diritto proposte dalle parti in udienza.  «Il Consiglio di Stato, con la decisione odierna, ha mancato di coraggio», è stato il commento del presidente Codacons, Carlo Rienzi. «Nel merito della decisione dei giudizi di Palazzo Spada – prosegue Rienzi in una nota – non è vero che non vi sia danno derivante dalla direttiva contestata, dal momento che ad essere danneggiata è prima di tutto l’immagine del nostro Paese all’estero. Non solo.  Il Codacons aveva chiesto di sospendere solo il comma 2 dell’art. 5 della direttiva Berlusconi, che prevede la possibilità arbitraria di trasportare estranei sui voli di Stato. La sospensione di tale comma, non avrebbe certo interrotto la continuità del trasporto aereo di Stato». «Resta lo sconcerto – afferma ancora Rienzi – per l’avallo di comportamenti che, quantomeno, sono eticamente assurdi».  Il Codacons ha annunciato che si rivolgerà alla Corte dei Conti, chiedendo di verificare una serie di trasporti di Stato e i passeggeri che hanno preso parte a tali spostamenti. L’associazione annuncia anche un ricorso alla Commissione Europea, relativamente alla questione sicurezza quando i soggetti presenti sui voli di Stato non vengono identificati con nome cognome, ma solo con la generica indicazione «passeggero». Intanto, si concluderà probabilmente in settimana l’esame delle fotografie scattate dal report Antonello Zappadu e riguardanti l’arrivo ad Olbia degli aerei di Stato che trasportavano ospiti di Silvio Berlusconi. I pubblici ministeri Simona Maisto, Ilaria Calò e Giuseppe Saieva, coordinati dal procuratore Giovanni Ferrara e dal procuratore aggiunto Achille Toro, riceveranno nei prossimi giorni un rapporto da parte dei carabinieri che hanno provveduto al sequestro dell’archivio fotografico.

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