7 Giugno 2009

Voli di Stato, il Copasir andrà fino in fondo

Polemica Pdl sulla sicurezza. Rutelli: verificheremo tutto.  Codacons: esaminare se c’è stato esborso pubblico per le società private Alba e Cetifin

 Abbiamo presentato istanza di accesso ad atti amministrativi per capire e verificare che realmente non ci sia stato esborso di denaro pubblico alle società Alba e Cetifin che fanno capo al gruppo Fininvest e i cui aeromobili l’anno scorso hanno ottenuto la qualifica di volo di stato».  L’avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, l’associazione dei consumatori dal cui esposto alla procura di Roma è partita l’inchiesta che vede indagato Silvio Berlusconi per abuso di ufficio in relazione all’utilizzo dei voli di stato, vuole andare fino in fondo. Capire quali requisiti di "eccezionalità" hanno permesso a vettori privati, nella fattispecie di società che fanno capo alla holding di famiglia del premier, di avere i privilegi, le priorità e le tutele garantite ai voli di stato. E capire fino all’ultimo euro come e perché nei primi cinque mesi del 2009 i voli di stato sono stati utilizzati tre volte di più rispetto agli stessi mesi del 2008 quando era ancora al governo l’esecutivo di Romano Prodi. Per una spesa che in soli cinque mesi si aggira intorno ai 60 milioni di euro mentre in tutto il 2007(esecutivo Prodi) era stata di 27 milioni di euro.  Si tratta di analizzare, ed è quello che oltre al Codacons chiedono una mezza dozzina di interrogazioni parlamentari presentate dal Pd e dall’Italia dei valori, le ragioni e la necessità di quella spesa. Il premier Silvio Berlusconi e l’onorevole-avvocato Niccolò Ghedini, annunciando querela all’Unità che ha rivelato il rapporto tra la Presidenza del consiglio e i velivoli Alba e Cetifin, ribadiscono che «neppure un euro è stato pagato dallo Stato per quei voli a quelle società». E che la qualifica di volo di stato serve solo perché il premier quando può, senza rinunciare ai protocolli di sicurezza garantiti a un premier, preferisce utilizzare i propri aerei anziché quelli messi a disposizione da Cai e 31° Stormo. Il tutto, affermano, «avviene gratuitamente». Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell’Idv, chiede in un’interrogazione «di conoscere lo stato attuale dei bilanci delle due società visto che, come risulta da notizie stampa, Alba ha chiuso gli ultimi bilanci in rosso». La contabilità di Palazzo Chigi, e quindi anche il capitolo di spesa che riguarda i voli di stato, fa capo a una sezione particolare e riservata della Corte dei Conti a cui possono avere accesso solo i capigruppo e i presidenti delle commissioni. Conti, costi, ore di volo, tipologia dei passeggeri. Menestrelli, ballerine, la signore ospiti viste nelle foto pubblicate da El Pais mentre si godono il sole a bordo piscina, o «dopo una Jacuzzi» come ha spiegato il premier, a villa Certosa: questa tipologia di ospiti ha volato a carico dello Stato? E se sì, perché? Il governo dovrà rispondere a queste domande. Prima di tutti al Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir). Che ieri è stato investito di un’altra questione: «La sicurezza del premier è sufficientemente garantita?». Cosa sarebbe successo, si chiedono Cicchitto, Quagliariello, Esposito (Pdl) «se ad inquadrare gli ospiti della villa ci fosse stato il mirino di un’arma anziché l’obiettivo di un fotografo?». Ghedini paragona villa Certosa al Truman show, dove tutti possono sbirciare. Il presidente del Copasir Francesco Rutelli: «Accerteremo con rigore e serietà sia la correttezza nell’utilizzo dei velivoli gestiti dai Servizi di sicurezza nell’arco di tempo 1999-2009, sia l’adeguatezza della sorveglianza assicurata alle alte cariche e al premier». Donadi (Idv) è "sconcertato": «I corifei di Berlusconi dicano cosa ne pensano di veline e cantastorie a bordo di aerei di Stato piuttosto che spostare l’attenzione su falsi problemi di sicurezza».

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