12 Settembre 2019

Voli di Stato di Salvini, gli atti nelle mani della Procura

Nessun danno erariale, ma un uso «illegittimo» dei velivoli che merita una verifica da parte della procura ordinaria. È questo, in sintesi, il ragionamento dei giudici della Corte dei conti del Lazio che hanno archiviato il procedimento a carico dell’ ex ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, sul presunto uso indebito di 35 viaggi in aereo a bordo di velivoli della Polizia di Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Ma la stessa Polizia e l’ ex ministro precisano: «Tutto regolare». I giudici contabili avevano aperto un fascicolo esplorativo nel maggio scorso, dopo alcuni articoli comparsi sui quotidiani. Obiettivo: verificare l’ eventuale spreco di risorse pubbliche legato a un uso improprio degli aerei da parte del ministro. Nel provvedimento i magistrati di viale Mazzini scrivono che è stato «appurato, effettivamente, che a partire dal primo giugno 2018 risultano effettuati, per trasferimenti in ambito nazionale del ministro dell’ Interno e di altro personale al seguito (scorta, capo segreteria, capo ufficio stampa, eccetera)» 35 voli. La normativa prevede che i voli di Stato debbano «essere limitati al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio dei ministri, al presidente della Corte costituzionale, salvo eccezioni che devono essere specificatamente autorizzate». Intanto, sempre la Corte dei Conti dovrebbe pronunciarsi su un esposto del Codacons, relativo alle spese per vino e servizio di catering a bordo degli aerei blu, citando un contratto da 120mila euro per il catering e da quasi 1.500 per il vino.

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