17 Giugno 2009

Voli di stati e complotti

 Roma. Un punto a favore del premier: sull’uso dei voli di Stato si va rapidamente verso l’archiviazione. Ieri mattina, al termine dell’indagine scattata sulla base delle foto riprese dal fotografo Zappadu, la Procura di Roma ha inviato l’intero fascicolo al Tribunale dei Ministri, proponendo l’archiviazione delle accuse. Sarebbero, infatti, «insussistenti» gli elementi per configurare il reato di abuso d’ufficio da parte del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La motivazione è questa: sempre, a bordo dei sei voli di Stato presi in considerazione, c’era una persona titolata a usufruire di quel servizio (il premier, appunto, ndr). Eventuali ospiti (nelle foto si vedono scendere dai velivoli di Stato il cantante napoletano Apicella, una ballerina di flamenco e altre amiche del Presidente del Consiglio) non hanno comportato alcun aggravio del bilancio dello Stato: quei voli, in altre parole, sarebbero decollati e atterrati egaulmente. Né si può configurare un consistente vantaggio per gli ospiti.  L’attenzione della Procura di Roma, su esposto del Codacons, si era accentrata soltanto su questi sei voli, perché all’epoca era ancora in vigore una circolare, firmata dall’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, che fissava norme restrittive nell’uso di quei velivoli. La circolare è stata poi modificata dall’attuale governo in forma più estensiva. Secondo i magistrati, però, una semplice "circolare" non ha un valore di legge e non permette la configurazione di un conseguente reato. La richiesta di archiviazione, peraltro, segue la giurisprudenza già consolidata in materia dalla Cassazione: lo stesso principio e la stessa richiesta di archiviazione furono avanzate nei confronti anche di Francesco Rutelli, all’epoca ministro dei Beni culturali, e di Clemente Mastella, all’epoca Guardasigilli. Il primo, in viaggio di ritorno a Roma dall’autodromo di Monza dove aveva rappresentato il governo al Gran Premio automobilistico, ospitò il secondo a bordo di un volo di Stato. Furono entrambi assolti. Caso chiuso? Niente affatto. Il centrodestra attacca: «L’attacco delle opposizioni su questa materia si è rivelato un fallimento. Che almeno il Pd e il quotidiano Repubblica si scusino»è la richiesta di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. «Lo sciame di cialtroni – è il linguaggio pesante scelto da Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato – intento ad alimentare complotti è servito». La risposta: «A noi non interessava certo l’aspetto penale della questione. Ma la questione morale, quella sì» ha replicato Dario Franceschini, ricordando la campagna mediatica che rischiò di travolgere Rutelli, due anni fa.  Per la maggioranza, la notizia della richiesta di archiviazione (anche se il Codacons ha annunciato ricorso) rappresenta una prima schiarita: non è da questa vicenda che potranno arrivare siluri al governo. E allora i riflettori del centrodestra si stanno spostando rapidamente sulla Corte Costituzionale: entro settembre, infatti, è attesa una decisione sulla legittimità del "Lodo Alfano", quello che mette le quattro più alte cariche dello Stato al riparo da eventuali inchieste giudiziarie. La decisione non arriverà prima dell’estate. Ma il lavoro di documentazione sta andando avanti. L’Associazione Nazionale Costituzionalisti (il cui parere, peraltro, non ha alcun peso nella decisione della suprema Corte) ha già anticipato un possibile verdetto negativo: «Se davvero si volessero tutelare le più alte cariche dello Stato, allora si dovrebbe estendere il beneficio anche a tutti i ministri, corresponsabili dell’azione di governo, e persino a tutti i parlamentari».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this