25 Settembre 2020

Voli cancellati, l’ Antitrust apre istruttoria contro 4 compagnie aeree

 

Dopo Alitalia e Volotea , ora Antitrust indaga anche su Ryanair, EasyJet e Vueling, rispettivamente la prima, la terza e la quarta compagnia aerea in Italia per numero di passeggeri trasportati, più Blue Panorama. L’ ipotesi è la medesima: dopo la riapertura delle frontiere le società hanno continuato a cancellare i voli sui quali c’ erano poche prenotazioni, nascondendosi dietro non precisati motivi legati al Covid. Una pratica in atto già da giugno pochi giorni dopo la fine delle restrizioni. Oggi l’ Autorità Garante della concorrenza e del mercato spiega di aver avviato i quattro procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – “in base a un crescente numero di segnalazioni da parte dei consumatori”. I voli, continua la nota, sono stati venduti e poi cancellati “pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi”. Un’ operazione volta a fare cassa, almeno nel breve periodo, visto che dopo aver cancellato il viaggio nessuno dei vettori ha offerto un’ alternativa tra voucher e rimborso, imponendo il primo. Non è tutto. A conferma delle tante lettere arrivate a Repubblica dai nostri lettori, dopo aver cancellato i voli le compagnie aeree non avrebbero fornito assistenza ai passeggeri. A Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling viene infatti anche contestato “di aver predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti a utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile”. Dopo l’ avvio dell’ istruttoria nello scorso luglio, Alitalia e Volotea hanno reintrodotto la possibilità di scelta tra voucher e rimborso. La speranza dei consumatori è che possa accadere lo stesso anche per le quattro società appena finite nel mirino di Antitrust. Antitrust scrive che cancellare un volo senza dare la possibilità di rimborso viola il regolamento europeo 261. La legge italiana, però, in realtà consente ancora queste pratiche: il decreto Rilancio infatti ha ammorbidito la procedura che il Parlamento aveva imposto in piena pandemia, senza però risolvere il problema alla radice. Le compagnie aeree possono quindi continuare a imporre il voucher con la differenza che dura fino a 18 mesi e che dopo un anno, se inutilizzato, può essere riscattato. Per questo motivo la Commissione europea ha aperto nei nostri confronti una procedura di infrazione : in questi giorni l’ esecutivo Ue sta analizzando la risposta fornita dall’ Italia e deciderà se proseguire o no. Esultano le associazioni di consumatori. Sia Unione nazionale consumatori che Codacons però minacciano cause legali “a raffica” se non verrà restituito il denaro speso in voli cancellati e ancora non restituiti. “Ora il ministro Franceschini, l’ inventore ed il fautore dei voucher, si dovrebbe dimettere, se avesse un minimo di coerenza – tuona il presidente di Unc Massimiliano Dona -, avevamo scritto al ministro del Turismo fin dal 4 marzo, chiedendogli di rivedere questa regola assurda dei voucher, controproducente per le stesse agenzie di viaggio e per le compagnie aeree, visto che nessuno prenota un viaggio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi. Ma non c’ è stato verso di fargli cambiare idea”.
FEDERICO FORMICA

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