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22 Dicembre 2004

Volare rimane a terra. Parte la cassa integrazione

MALPENSA (Varese) – Fallito il ritorno al lavoro per i dipendenti di Volare, c?è da ieri almeno una consolazione: a Roma, al ministero del Lavoro, è stato firmato l?accordo che concede ai 110 lavoratori la cassa integrazione a zero ore. Per quanto riguarda l?attività operativa, tutto è rimandato a domani, al volo in partenza per L?Avana. Abortito lunedì il decollo per l?isola Mauritius che avrebbe dovuto segnare la rinascita di Volare, ieri è stato cancellato anche il charter PE6128 Malpensa-Mombasa-Zanzibar targato Air Europe, una delle sigle con cui opera la compagnia commissariata.
La ragione dello stop è sempre la stessa: dopo il paventato sequestro di un velivolo da parte della Sea, il Boeing con cui Volare avrebbe dovuto riprendere la sua attività è rimasto bloccato ad Abu Dhabi.
Ieri mattina un centinaio di dipendenti della compagnia hanno manifestato al Terminal 2 di Malpensa: bersaglio dello scontento la Sea. La minaccia di sequestro del Boeing, sul quale la società aeroportuale vanta un credito di 463 mila euro, ha di fatto vanificato la ripartenza di Volare. La società proprietaria del mezzo, l?americana Pacific Aircorp, ha detto che non lo concederà fino a quando Sea non metterà nero su bianco che rinuncia al sequestro; ma perché ciò avvenga è necessario un placet del consiglio d?amministrazione, la cui riunione è prevista oggi. «È incredibile come il rilancio di Volare si stia imbattendo in mille ostacoli – dichiara Franco Fedele, di Cgil trasporti – e come l?ultimo sia stato frapposto da una società pubblica, come la Sea». Quest?ultima, in un incontro con i sindacalisti, ha ribadito l?intenzione di rinunciare a sequestrare l?aereo.
Restano nell?incertezza i clienti di Volare. I 268 passeggeri che lunedì si sarebbero dovuti imbarcare per Mauritius hanno visto sfumare la loro vacanza: i tour operator che avevano venduto il viaggio hanno offerto ai «naufraghi» due possibilità: la partenza immediata per destinazioni diverse dalle programmate (principalmente Messico o Maldive) oppure il rinvio della vacanza. Quasi tutti i passeggeri hanno scelto la seconda possibilità. Il Codacons ha quindi reso noto che i passeggeri rimasti a terra per la mancata partenza del volo a Mauritius riceveranno dal tour operator un bonus di 400 euro di rimborso.

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