“Vogliono proletarizzare la professione forense“.
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fonte:
- Il Resto del Carlino
“Vogliono proletarizzare la professione forense“. Non è uno slogan, ma il giudizio unanime dei legali modenesi di fronte al decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Una posizione espressa senza mezzi termini dai molti intervenuti, l`altra sera, a una tavola rotonda organizzata dal Consiglio dell`Ordine Forense alla vigilia della manifestazione di ieri a Roma. Al Baluardo della Cittadella erano in oltre 250, nonostante la serata afosa, e non hanno mancato di manifestare la propria rabbia. Una mobilitazione senza precedenti in città, voluta dal presidente dell`Ordine Giuseppe Picchioni (nella foto) che ha introdotto il dibattito moderato dal capo della redazione modenese del “Carlino“, Eugenio Tangerini. Molte le critiche di Picchioni a un provvedimento sbagliato nel metodo ? “hanno utilizzato il decreto legge, con ricorso ormai scontato al voto di fiducia, come se ci fossero particolari esigenze di necessità e urgenza“ ? e nel merito. Punti dolenti, in particolare, l`eliminazione dei minimi tariffari e dei divieti di pubblicità e del patto di quota lite ? “sono specchietti per le allodole che introducono solo a parole un miglior regime di concorrenza“ ? e la riduzione delle spese per la giustizia. Un problema, questo, che si trascina da tempo e al quale gli avvocati modenesi hanno cercato di porre, senza clamori, qualche rimedio. Come sottolinea Alberto Nalin, delegato per l`Emilia Romagna della Cassa di previdenza forense, il Consiglio dell`Ordine ha pagato di tasca propria, a fine 2004, i 26 mila euro necessari, in Tribunale, per trasferire i dati dal vecchio al nuovo sistema informatico del ministero. Quanto all`astensione dalle udienze, il presidente della Camera penale di Modena Alessandro Sivelli fa notare che è una forma di protesta utilizzata a malincuore, perché incide in modo negativo sui rapporti con il cliente. E aggiunge di aver avuto mandato dal Consiglio dell`Ordine per una querela contro Pietro Ichino: ai legali modenesi ha dato fastidio un articolo del professore in cui si parlava di sciopero degli avvocati in base alle convenienze. Ma il decreto è tutto da buttare? O invece può favorire chi si avvicina alla professione? Secondo Nicola Soldati, presidente modenese dell`Aiga (associazione giovani avvocati) la risposta è no: anzi, si rischia di privilegiare solo le grandi strutture, trasformando la libera professione in attività d`impresa. Alla tavola rotonda erano presenti anche i politici: il deputato di An Tommaso Foti, molto duro nel criticare il decreto, e l`assessore regionale Ds Paola Manzini. Quest`ultima ha riconosciuto che la forma del decreto legge non è adatta alla materia ma si è detta fiduciosa che ci siano margini per recepire alcune richieste dell`avvocatura. In platea i rappresentanti dei clienti-consumatori: Fabio Galli (Codacons) e Mauro Zanini (Federconsumatori). Opposta la loro opinione sul decreto, ma c`è apertura al confronto. E Picchioni ha subito raccolto: è fissato un incontro per mercoledì
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