17 Maggio 2006

«Vogliamo l?assessorato dei consumatori»

«Vogliamo l?assessorato dei consumatori»





Le associazioni dei consumatori non si sorprendono più di tanto per la classifica, pubblicata dal Sole 24 Ore, che affibbia alla città di Salerno la poco agognata etichetta di città più cara del sud Italia. «C`era da aspettarselo» dicono quasi all`unisono, ed unanimemente rivendicano una maggiore «concertazione» su tutte le decisioni che toccano direttamente o indirettamente le tasche dei cittadini. «Stando ad una nostra indagine – commenta Lello Sepe, responsabile provinciale dell`Adoc – i consumatori fino a qualche anno fa pagavano una tassazione del 5%: oggi il dato, grazie proprio al concorso degli enti locali: Comuni, Province e Regioni, è balzato al 17,5%. Il risultato dell`inchiesta del Sole 24 Ore quindi non ci sorprende affatto». Sepe avanza anche delle proposte concrete per frenare il caro tributi, che stridono e non poco con quelle mosse ieri dai quattro candidati a sindaco: «Noi siamo per una riduzione drastica, fino all`azzeramento, dell`Ici non solo sulla prima casa, come ormai si propone quasi ovunque, ma anche sulle abitazioni cedute in fitto a canone concordato. Questa agevolazione potrebbe indurre i proprietari a fittare a condizioni più ragionevoli, calmierando quindi anche il mercato delle locazioni. In generale occorrono più occasioni di confronto con i consumatori per concordare agevolazioni segnatamente per le famiglie monoreddito, i pensionati e le classi sociali più deboli». Tesi, quest`ultima, sostanzialmente condivisa da Enrico Marchetti, presidente del Codacons, secondo cui «è necessario che gli enti locali valutino l`idea di attivare un assessorato per il consumatore per una visione complessiva del punto di vista degli utenti. Ma non riteniamo che Salerno sia la città più cara del sud Italia. Anzi, ci risultano realtà sicuramente più care della nostra». Marchetti non scarica la croce sul sindaco uscente che «come tutti i primi cittadini, ha dovuto fare i conti con i tagli alle risorse apportati dalle varie leggi finanziarie». Marcello Ravveduto, presidente di Federconsumatori, invece con gli attuali vertici di Palazzo di Città ce l`ha eccome: «Che la Tarsu qui sia alta – commenta – è assolutamente normale, giacché la raccolta differenziata è finita nel dimenticatoio ed anche i cittadini residenti in comuni limitrofi, dove invece la differenziata è una realtà, si sono ormai abituati a scaricare i loro sacchetti qui in città. Salerno è ormai la pattumiera del comprensorio, ed i cittadini residenti ne pagano il conto. Nessuna città meridionale registra situazioni analoghe». Quanto all`Ici una riduzione delle aliquote, per Ravveduto, rappresenta ormai «una necessità. La casa non è più un bene di lusso, ce l`hanno tutti e rappresenta l`unico appiglio, l`unico investimento sicuro per i cittadini: non è giusto quindi tartassarlo eccessivamente». Rivendica più occasioni di confronto anche Gaetano Pellegrino dell`Adiconsum: «Che a Salerno la situazione stesse diventando particolarmente insostenibile – dice – ne abbiamo avuto sentore due anni fa, quando fu deliberato l`aumento del 30% della Tarsu. Amareggia però che noi consumatori abbiamo ricevuto in tanti anni una sola convocazione: per il resto ci siamo trovati sempre e sistematicamente di fronte al fatto compiuto, senza poter in alcun modo essere partecipi delle scelte e senza poter soprattutto suggerire eventuali correttivi o aggiustamenti a vantaggio soprattutto dei più deboli. Sarebbe poi giusto ed utile che il Comune spiegasse dove finiscono questi soldi, come vengono utilizzati. Con noi confronti, su questi tempi, in tanti anni non ce ne sono mai stati».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this