9 Maggio 2016

Vizi di forma Fassina escluso dal voto a Roma Fratelli d’ Italia fuori a Milano

Vizi di forma Fassina escluso dal voto a Roma Fratelli d’ Italia fuori a Milano

● duplice errore nella presentazione delle liste per il candidato di si. «subito ricorso». si decide in settimana
R. P. Le sorti del candidato sindaco di Roma per Sinistra Italiana Stefano Fassina si decideranno la prossima settimana. Le sue liste sono state respinte dalla commissione elettorale circondariale per vizi formali “non sanabili” e la sua candidatura ora dipende dall’ esito del ricorso al Tar. Per le sue liste municipali sarebbero stati utilizzati moduli vecchi, in quelle comunali ci sarebbero dati mancanti. Tra domani e dopo la commissione elettorale trasmetterà la notifica solo degli esiti negativi alle varie liste: ricusazione o richiesta di modifica. Per rispondere i soggetti politici hanno tempo fino a mezzogiorno di martedì. Nel caso specifico di Fassina, il ricorso sarebbe al Tar la cui decisione si attende entro tre giorni dal ricorso. La prossima settimana potrebbe dunque essere decisiva per la corsa del candidato di Sinistra Italiana. Che ha reagito così alla notizia dell’ esclusio ne: «Abbiamo appreso con stupore che la commissione elettorale ha respinto le nostre liste dalla competizione per Roma. Si tratta di una decisione che, se fosse confermata, altererebbe pesantemente l’ esito delle elezioni amministrative nella Capitale. Presentiamo subito ricorso e nelle prossime ore decideremo quali ulteriori iniziative intraprendere». A Fassina porge una mano la lista Codacons “Rienzi x Roma”: «Tenuto conto della sua storia e delle sue capacità, gli offriamo ufficialmente il ruolo di Assessore alla legalità e ai problemi sociali del Comune di Roma – spiega il candidato Carlo Rienzi – Contro le liste elettorali si pongono ostacoli burocratici assurdi che limitano il diritto dei cittadini ad esprimere la propria volontà. La nostra funzione esclusiva è quella di tutelare i cittadini romani e pertanto, se sarà confermata l’ esclusione delle liste, Stefano Fassina potrà contare sul nostro appoggio», conclude Rienzi. Stop anche alle le liste di Fratelli d’ Italia a Milano. E quanto fa sapere lo stesso partito di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa che tentano peraltro di minimizzare le ragioni dell’ esclusione adottata dalla Commissione elettorale circondariale di Milano. Il problema alla base del provvedimento di ricusazione della lista non è però di poco conto: nella accettazione di candidatura di tutti i 48 candidati mancava per ognuno la dichiarazione di non rientrare nei casi di inca ndidabilità previsti dalla legge Severino. «Errore materiale risolvibile», secondo Fdi che a Milano fa parte della coalizione di destra a sostegno di Giovanni Parisi. «La dichiarazione – sostiene Fdi è invece presente nelle accettazioni di tutti i candidati di Fratelli d’ Italia nelle nove liste per i municipi, a riprova che si è trattato di mero errore materiale». Prima di ricorrere al Tar, Fdi presenterà un’ istanza di revisione alla Commissione Elettorale Circondariale di Milano. Vedremo nei prossimi giorni se il ricorso di Stefano Fassina contro l’ esclusione da parte della commissione elettorale delle sue liste dalla competizione per la guida del Campidoglio verrà accolta. Se ciò non avvenisse il candidato della sinistra radicale sarebbe fuori dalla corsa, perché non avrebbe alcuna lista su cui appoggiare la sua candidatura, come prescrive la legge. Secondo la commissione elettorale, infatti, ci sono stati errori sia nella presentazione delle due liste per il Campidoglio, sia in quelle per i Municipi. Non sta a noi giudicare né se la decisione della Commissione elettorale sia giusta, né se sia fondato il ricorso presentato dal candidato escluso. È tuttavia del tutto evidente che, qualora il suo ricorso fosse respinto, a Roma Sel e Si sarebbero dinnanzi a una scelta molto difficile: astenersi da qualsiasi indicazione di voto; schierarsi con la candidata dei Cinque Stelle, Virgina Raggi; appoggiare il candidato del Pd, Roberto Giachetti. Sarà una discussione difficile, che va seguita con attenzione, sia perché Stefano Fassina è una persona che merita rispetto, sia perché non è semplice per nessuna forza politica cambiare le proprie decisioni per una “causa di forza maggiore”. Possiamo però immaginare i tre scenari. In caso di astensione, la sinistra radicale resterebbe afona nella più importante partita delle prossime elezioni amministrative e questa sarebbe una vera e propria catastrofe politica e comunicativa. Se decidesse di appoggiare Virginia Raggi, in nome né di una storia né di una convergenza sui programmi (dal momento che il M5S rifiuta le alleanze), ma solo di una ostilità.
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox