«Vivo reclusa nella mia casa-prigione»
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fonte:
- Gazzetta di Modena
daniela, 41 anni, disabile non può uscire perché l’ abitazione non ha l’ ascensore. «aiutatemi a trovare un’ altra soluzione»
di Gabriele Farina «La cosa più importante per me è andare a Modena. Desidero torni tutto come prima». Daniela Lisena ha 41 anni e ha un’ energia che fatica a esprimere. Vive al secondo piano di una casa in via della Vernaccia 153, a Sorbara. Fino a qualche anno fa lavorava in una ditta di pulizie con la madre Assunta. Poi, la fine dell’ esperienza. Non per effetto della crisi, ma per un evento che ha cambiato la vita sua e della famiglia. «Aveva la febbre alta – racconta Giuseppe, il padre – e quindi abbiamo chiamato il 118. Sono arrivati con un’ ambulanza senza un medico. Lei era stesa sul divano; respirava a fatica, le mancava l’ ossigeno. È arrivata a Baggiovara in coma. Poi s’ è ripresa, ma da allora è rimasta sulla sedia a rotelle». La famiglia Lisena s’ è rivolta in sede civile a un avvocato. «Ha ricevuto un danno a nostro parere gravissimo – aggiunge Paolo Andreoli, legale che segue il caso – abbiamo fatto causa contro la struttura del 118 e il medico di servizio. Chiediamo il risarcimento danni». L’ avvocato approfondisce il racconto di quel giorno. «I quattro volontari della prima ambulanza si sono prodigati – riprende il legale – poi il medico con un’ iniezione ha provocato una notevole uscita di sangue da un’ arteria sia all’ esterno sia all’ interno. A un certo punto ha chiesto alla famiglia cosa volevano fare. Una frase neanche da chiedere. Arrivata all’ ospedale la ragazza non si muoveva più». Assunta e Giuseppe si sono rivolti al Codacons. «È il nostro ultimo tentativo», spiegano insieme. Lo stipendio a casa ora lo porta lei, la mamma. Continua a lavorare nel settore delle pulizie. Il papà, invece, è in pensione. «Lavoriamo per pagare il mutuo – garantisce Assunta – e accudiamo nostra figlia giorno e notte. Avevamo comprato una casa al secondo piano. Non potevamo mai pensare che potesse accadere qualcosa del genere». Daniela è ora diversamente abile. «La malattia ha tolto loro parte della forza lavoro», riconosce Fabio Galli, responsabile dell’ associazione a tutela del consumatore. «Ci stanno mancando le forze fisiche – riprende la mamma – ogni volta che ci muoviamo si fa fatica. Peraltro Daniela s’ è dovuta operare in primavera e deve andare a Modena per visite di controllo». Per le scale l’ aiuto giunge dal papà. «Scendo prima la carrozzina – spiega Giuseppe – poi Daniela con lo scendiscale. In passato mi hanno operato alla prostata e il medico mi ha detto che non dovrei fare sforzi. Gli amici sono spariti tutti». Assunta e Giuseppe devono affrontare sacrifici economici. «Il mutuo ha un tasso fisso di 960 euro al mese – riconosce il marito – dall’ Ausl riceviamo ogni due mesi 800 euro per un assegno di cura. Come condizione c’ è però di avere una donna che l’ assista due volte alla settimana». Sarebbe possibile mettere un ascensore nel palazzo? «Costerebbe 50mila euro – risponde la moglie – e non ce lo possiamo permettere. Ci siamo rivolti per il nostro caso al sindaco Borghi. Abbiamo messo in vendita la casa. Cerchiamo un compratore o un imprenditore che ci aiuti a pagarla. Lo spostamento da Sorbara a Modena lo faremmo da noi. Non chiediamo l’ elemosina a nessuno». L’ eventuale risarcimento difficilmente arriverà presto. «La causa civile è iniziata nel 2014 – rivela il legale – abbiamo perso tempo per fare la mediazione obbligatoria alla Camera di Commercio. Per la fine se ne parla verso il 2018 o 2019». Ostacoli anche per le cure, secondo quanto confermato da Galli. «C’ è una burocrazia degli assistenti – garantisce il vicepresidenteCodacons – perché dall’ Ausl aiutano con la persona che si prende cura della ragazza, ma non danno una mano per la terapia di mantenimento». Nuove spese dunque. Galli ha lanciato anche un appello per «ridisegnare il mutuo senza spese». I Lisena non hanno avuto danni dall’ alluvione del febbraio 2014. «Dopo il terremoto abbiamo vissuto prima in tenda e in garage – ricorda Giuseppe – con tutti i disagi che ne derivano».
gabriele farina
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